Potpourri di notizie in breve

IL BOOM DEL COMMERCIO ELETTRONICO
Le abitudini di consumo degli italiani stanno cambiando e il commercio elettronico recita la parte del leone. Quando si tratta di fare acquisti, sempre più persone scelgono la strada del web. Secondo le ultime stime Istat, nel 2019, le vendite online hanno registrato in Italia un’impennata del 18,4% su base annua, in accelerazione rispetto ai dati del 2018 (+12,1%) e del 2017 (+14,7%), mentre le vendite al dettaglio, l’anno scorso, sono cresciute dello 0,8%. In particolare, in dicembre, il commercio elettronico italiano ha fatto segnare un balzo del 38,3%, a fronte dell'incremento dello 0,9% dei consumi generali.
Fra il 2015 e il 2019, nel nostro Paese, il valore del commercio elettronico è cresciuto del 61,8%. A farne le spese sono i piccoli negozi, che anche nel 2019 si confermano in grave difficoltà: le loro vendite sono calate dello 0,7%, con punte dell'1,3% per i negozi fino a cinque addetti.

FOOD DELIVERY PER UN ITALIANO SU TRE
Che sia per vedere una partita di calcio tra amici o per una cenetta romantica, il food delivery è ormai più che un boom: la consegna di cibo a domicilio è un’abitudine consolidata, che interessa più di un italiano su tre e che festeggia l’ingresso nel paniere dell’Istat per l’inflazione 2020 sulle nuove abitudini di spesa delle famiglie. Per la precisione, secondo un’analisi di Coldiretti e Censis, il 37% ordina abitualmente o occasionalmente, tramite smartphone o computer, pizza, piatti etnici (sushi su tutti) o veri e propri cibi gourmet durante tutto l’anno.
Il cosiddetto food delivery, quasi sempre a carico dei bistrattati ciclo-fattorini, o rider, è dunque un mercato al quale si rivolgono 18,9 milioni di italiani, con regolarità (3,8 milioni) o occasionalmente (15,1 milioni).
In cima alla lista delle motivazioni di ricorso al cibo a domicilio, rileva lo studio Coldiretti/Censis, c’è il fatto di essere stanchi e non avere voglia di cucinare (57,3%), ma c’è anche un 34,1% che indica di farvi ricorso in caso di cene con amici e parenti per stupire i commensali con piatti di qualità. Non manca chi punta sul cibo per allietare le serate in casa (32,6%), chi non ha tempo di prepararsi da solo i pasti (26,5%) e chi non vuole rinunciare alla buona cucina senza dover uscire (24,7%), oltre a quelli desiderosi di provare piatti nuovi e originali (18%) e quelli che non sanno cucinare (6,9%).
A facilitare il ricorso al food delivery c’è poi la tempestività del servizio, sempre maggiore (a discapito dei fattorini: i tempi di consegna, in molti cas, sono prefissati e non superano i sessanta minuti, ed è anche possibile stabilire una fascia oraria precisa, mentre per pagare non è più necessario racimolare moneta o preoccuparsi del resto, perché si può fare online.

LE BORSE CAMILLO E VITTORIO VENESIO
Banca del Piemonte conferma, anche quest’anno, il suo impegno a fianco del torinese Collegio Carlo Alberto, rinnovando la borsa di studio “Camillo e Vittorio Venesio – Banca del Piemonte”, destinata a studenti meritevoli del master universitario di secondo livello in Finance, Insurance and Risk Management (Mafirm), inserito tra i 50 migliori master universitari globali (negli anni, ha contribuito al collocamento dei laureati in aziende, banche e organizzazioni del settore finanziario di altissimo livello). Il Collegio Carlo Alberto, nasce nel 2004 con l’importante missione di promuovere la ricerca e l’istruzione delle scienze sociali, in conformità con i valori e le pratiche della comunità accademica tradizionale.
Quanto a Banca del Piemonte, che fin dalle origini mantiene una forte radicalizzazione al territorio e ai suoi abitanti, ma con un uno sguardo attivo al futuro e all’innovazione, sostiene importanti progetti per lo sviluppo locale oltre che delle famiglie e delle imprese del territorio, linfa vitale dell'economia. Sempre attenta all’istruzione e alla formazione, Banca del Piemonte crede anche nei valori dello sport e della solidarietà, e ritiene fondamentale sostenere progetti che stimolino la crescita culturale e sociale (dei giovani in particolare) e che valorizzino le eccellenze locali.

AD AOSTA IL 15° EMPORIO CARLI
Fratelli Carli ha inaugurato ad Aosta il suo quindicesimo Emporio, in via Croce di Città 12, dove è possibile trovare e degustare non solo il celebre Olio Carli, ma anche le conserve alimentari della tradizione ligure e mediterranea, insieme a tutti quei prodotti che hanno proprio nell’olio di oliva l’elemento base della loro bontà. L’Emporio, il primo e unico in Valle d’Aosta, permette ai visitatori un vero e proprio viaggio nel gusto: sugli scaffali si trovano anche tonno, verdure sott'olio, olive, peperoncini ripieni, pesto e sughi pronti, salse, pasta secca, l’intera gamma Bio, vini, aceti, dolci e, per finire, cosmetici e saponi a base di olio di oliva.
Fratelli Carli è la storica azienda olearia ligure che dal 1911 vende per corrispondenza e consegna a domicilio i propri prodotti in Italia e all’estero. Da sempre attenta a progetti di sostenibilità, è stata la prima in Italia a essere riconosciuta come “Benefit Corporation”, tra le imprese che dimostrano di avere un impatto positivo sull’ambiente, le risorse umane e sugli stakeholder. Interamente controllata dalla famiglia fondatrice, oggi alla quarta generazione, l’azienda conta 300 dipendenti, 140 automezzi per le consegne, oltre un milione di clienti nel mondo e, appunto, 15 Empori in Italia: a Imperia, Milano, Monza, Como, Varese, Orio al Serio, Pavia, Torino, Cuneo, Alessandria, Novara, Padova, Piacenza, Bologna e Aosta.

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