Ma la Borsa ha vissuto momenti peggiori

di Vittoria Patanè*
A Piazza Affari il crollo da coronavirus è stato pesante, pesantissimo. Ma la Borsa di Milano ha visto di peggio, molto peggio, riuscendo sempre a risalire la china. Se nel corso dell’ultima settimana, il Ftse Mib ha perso l’11,25%, zavorrato dalla diffusione del Covid-19 nel Nord Italia e successivamente in altre regioni del Paese, il giorno dopo la Brexit la stessa percentuale (anzi di più) andò in fumo in una sola seduta. Per non parlare delle perdite registrate in seguito al crac di Lehman Brothers o all’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Tutte sedute rimaste nella memoria degli investitori e collegate ad avvenimenti che hanno cambiato il volto della storia globale.
La seduta peggiore della settimana è stata quella di lunedì 24 febbraio, quando alla riapertura dei mercati, il Ftse Mib è crollato del 5,4% a causa dell’emergenza coronavirus, scoppiata in Italia nella serata del 21 febbraio.
Ampliando l’orizzonte d’analisi agli ultimi tre decenni, la seduta di sei giorni fa si piazza al ventunesimo posto tra le peggiori mai registrate dalla Borsa di Milano. Nel corso degli anni, infatti, il Ftse Mib è stato protagonista di ribassi ben più ampi. Il maggiore è avvenuto il 24 giugno del 2016, quando il listino principale di Piazza Affari crollò del 12,48%, battendo il precedente record di -11,76% risalente addirittura al 16 giugno del 1981.
In sole otto ore Ftse Mib perse oltre 2mila punti, scendendo a 15.723, a causa del tracollo delle banche. Il giorno prima (era il 23 giugno 2016), i cittadini del Regno Unito erano andati alle urne per il referendum sulla Brexit, votando a favore della fuoriuscita dall’Unione Europea e cambiando la storia del Cecchio Continente.
Al secondo posto, tra le peggiori sedute degli ultimi tre decenni (non consideriamo i precedenti perché gli indici erano diversi), si piazza quella del 6 ottobre 2008, giorno in cui il Ftse Mib perse l’8,24% del suo valore e le Borse mondiali videro volatilizzarsi quasi 445 miliardi di euro. Erano passate solo tre settimane dal fallimento di Lehman Brothers, ma i mercati avevano iniziato a rendersi conto che la più grande bancarotta della storia mondiale aveva già cominciato a mostrare le sue conseguenze su economia e industria, dando il via alla crisi mondiale.
Nei mesi successivi la Borsa di Milano fece segnare altri record negativi: 8 ottobre 2008 (-5,68%, ventesima peggior seduta dal 1992) 10 ottobre 2008 (-7,14%, quarta peggior seduta dal 1992), 16 ottobre 2008 (-6,78%, sesta peggior seduta), 1 dicembre 2008 (-6,26%, decima), 11 novembre 2008 (-6,2%, undicesima), 20 febbraio 2009 (-5,88%, diciassettesimo) 2 e 5 marzo 2009 (-6,02% e -5,85%, tredicesimo e diciottesimo).
Terzo gradino di un podio che nulla ha a che fare con la parola “vittoria” lo conquista la performance realizzata l’11 settembre del 2001, una data che non ha bisogno di troppe spiegazioni. Nel giorno degli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono, la Borsa di Milano segnò in chiusura -7,79%. Fu solo la prima delle sedute negative che caratterizzarono quel periodo: tre giorni dopo, il 14 settembre, il Ftse Mib perse il 6,68% (settima seduta peggiore).
Al quinto posto dei tracolli troviamo il -6,8% registrato il 1°novembre del 2011, una data che stavolta ha a che fare direttamente con l’Italia. Eravamo in piena crisi del debito sovrano, pochi giorni dopo lo spread avrebbe toccato il record storico di 575 punti base e Silvio Berlusconi avrebbe rassegnato le sue dimissioni da presidente del Consiglio. Qualche mese prima, d’altronde, c’erano già state le prime avvisaglie: il 10 agosto Piazza Affari perse il 6,65% con lo spread a quota 500 punti base, il 18 lasciò sul terreno il 6,15%.
Le altre sedute da incubo a Piazza Affari: 30 marzo 2009, l’ex presidente Usa, Barack Obama, lanciò un ultimatum all’industria automobilistica e in particolare a General Motors e Chrsyler. Tutti i titoli del settore crollarono e Piazza Affari pagò un prezzo molto alto, chiudendo in ribasso del 6,57% segnando la nona peggior performance della sua storia. 27 aprile 1998: Piazza Affari perse il 5,98% bruciando oltre 2mila punti in una sola seduta. È la peggior performance numero 15. Poi, oò 17 settembre 1998 e il 25 agosto 2015: -5,96 punti (sedicesimo e diciassettesimo posto) e il 21 settembre 1998: -5,75 punti.

* Questo articolo della giornalista finanziaria Vittoria Patanè viene pubblicato per gentile concessione di Firstonline, autorevole giornale web di economia e finanza fondato e guidato da Ernesto Auti e Franco Locatelli.