La "radiografia" degli agenti di commercio il 30% percorre più di 50.000 km all'anno

Ala vigilia delle elezioni Enasarco, in programma tra il 17 e il 30 aprile, è stata svolta un’indagine sulla categoria degli agenti di commercio e consulenti finanziari, promossa dal sindacato Usarci. Dalle migliaia di risposte, emerge un esercito di professionisti che ogni giorno viaggia in lungo e in largo per l’Italia, promuovendo i prodotti delle imprese italiane, che danno lavoro a milioni di persone.
La parte più grande della categoria è formata da chi lavora per un’azienda commerciale (36%), la seconda è rappresentativa di chi opera per una grande azienda industriale (24%) e la terza è composta da chi è attivo per le piccole aziende industriali (17%). A seguire, per ordine decrescente, si collocano gli agenti per aziende di servizi e consulenti finanziari (6%), gli agenti in attività finanziaria (2%) e tutti gli operatori in settori come l’edilizia, la farmaceutica o l’agricoltura.
Il 78% lavora come ditta individuale, il 10% per società di persone, il 6% in società di capitali e la restante parte in imprese familiari.
Poco meno del 70% ha tra i 50 e i 70 anni e circa un quarto tra i 33 e 49 anni. L’86% degli agenti è sposato o convive, l’80% ha figli. Il 13% degli agenti ha la licenza terza media, il 73% è diplomato e il 10% laureato. Fra i consulenti finanziari il 61% ha terminato le scuole superiori, poco meno del 30% è laureato, mentre l’11% ha conseguito un dottorato. Il 60% è in attività da più di 20 anni e un altro 27% da almeno 10 anni; per i consulenti il 53% fa questo mestiere da oltre 20 anni e 30% da 10.
Dei prodotti e servizi commercializzati il 63% è made in Italy, il 23% europeo. Solo gli agenti intermediano il 70% del Pil italiano (1.300 miliardi di euro), non dalla scrivania di un ufficio ma viaggiando quotidianamente. Annualmente, il 13% degli agenti percorre fino a 25.000 chilometri, il 57% da 25.000 a 50.000, il 25% da 50.000 a 75.000 e il 4% va oltre i 70.000. Quanto ai consulenti, quasi la metà macina, ogni anno, fino a 25.000 chilometri, il 42% da 25.000 a 50.000 e il 7% da 50.000 a 75.000.
Vista la mole di ore trascorse guidando, oltre il 90% della categoria riterrebbe utile la possibilità di poter detrarre completamente i costi auto.
L’introduzione del digitale è vista dagli agenti di commercio e dai consulenti finanziari come una potenziale opportunità non solo di allargare il proprio business ma di svolgere la propria attività con maggiore efficienza. Ma a pari condizioni. Commercio elettronico o i cosiddetti robot advisor, sistemi automatici di consulenza sulla gestione del risparmio, possono contrarre il volume di affari gestito attualmente. Il 52% degli agenti di commercio ritiene infatti di aver subito un danno economico in seguito all’affermazione dei più importanti player del commercio elettronico, pur riconoscendo in esso un’opportunità di business, tant’è che addirittura il 65% sarebbe ben disposto a dotarsi di strumenti digitali e informatici per migliorare le vendite.
Il 95% dei consulenti riterrebbe giusto che nel rinnovo degli accordi economici venisse inserito il riconoscimento di provvigioni anche su quanto viene venduto ai clienti attraverso i robot advisor e che i nuovi clienti venissero assegnati alla rete dei Consulenti Finanziari. Dello stesso pensiero gli agenti, di cui il 90% considera legittimo che vengano riconosciute l’inserimento delle provvigioni provenienti da vendite svolte attraverso il commercio elettronico.
Infine l’85% pensa che sarebbe giusto che le grandi compagnie del mondo tech e i portali di commercio online versassero un contributo in favore dell’Enasarco, poiché, di fatto, sono essi stessi agenti di commercio ma attualmente non versano alcun contributo.
L’Enasarco è l’ente previdenziale specifico per gli agenti di commercio, agenti in attività finanziaria/collaboratori e i consulenti finanziari, con un patrimonio di oltre 7 miliardi di euro.

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