In Piemonte quasi 16.000 cassintegrati sono aumentati di duemila in un anno

Il 2019 si è chiuso con una sostanziosa crescita di ore di cassa integrazione rispetto all’anno precedente. Ciò non avveniva da tempo. Purtroppo, si confermano le preoccupazioni espresse in questi mesi sullo stato di salute del sistema produttivo piemontese, come confermano i dati relativi al saldo negativo di 1.500 imprese tra aperture e cessazioni di attività. Nella nostra regione l’incremento di ore si concentra praticamente solo nell’industria, mentre gli altri settori vedono decrementi di ore”.  
Preoccupa, in particolare, la crescita della cassa integrazione straordinaria, che non è mai foriera di buone notizie. Servirebbe un piano straordinario di riqualificazione per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali diventate irreversibili. In questo senso, sarebbe importante conoscere con precisione dalle associazioni datoriali i profili professionali carenti nel mercato del lavoro, per favorire la riconversione professionale e, conseguentemente, l’assorbimento dei lavoratori formati”.
Gianni Cortese, Segretario generale
Uil Piemonte
E' quanto ha dichiarato Gianni Cortese, Segretario generale della Uil piemontese, a commento dei dati 2019 sulla cassa integrazione in Piemonte, dove sono state autorizzate 32.464.616 ore di cig, in aumento del 14% rispetto al 2018 (+10,3% ordinaria, +17% straordinaria, -75,1% deroga).
La media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 15.914, con un incremento di 1.950 unità rispetto all'anno precedente.
L’andamento delle ore di cig nelle province piemontesi, nel confronto annuale, è stato il seguente: Biella +321,6%, Torino +31,2%, Novara +12,4%, Vercelli +5,2%, Alessandria -13,8%, Verbania -51,3%, Cuneo -51,3%, Asti -51,6%. Torino, con 22.927.687 ore, si conferma di gran lunga provincia più cassaintegrata d’Italia, precedendo Roma (13.272.526) e Milano (13.071.925).
Nella regione, le variazioni percentuali della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra 2019 e 2018, sono state: Industria +20,1%, Edilizia -39,4%, Artigianato -82,8%, Commercio -31,7%.
Intanto, per supportare i lavoratori ex Embraco, Intesa Sanpaolo ha deciso di dare la possibilità ai dipendenti, che sono clienti della Banca, di sospendere le rate di mutui e prestiti personali per un periodo fino a 12 mesi. Per la domanda di sospensione il riferimento è la filiale Intesa Sanpaolo di appartenenza, che provvederà immediatamente a valutarla.
Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ha così motivato l’intervento: “Siamo vicini ai dipendenti dell’ex Embraco, che stanno vivendo un periodo difficile. Abbiamo ritenuto che questo provvedimento fosse un modo concreto per aiutare i lavoratori e le loro famiglie. L’attenzione alle dinamiche e alle esigenze sociali del territorio è uno dei capisaldi della mission del nostro Gruppo”.