Gedi Gruppo Editoriale: 2019 tutto rosso perdita netta consolidata di 129 milioni

Marco De Benedetti
presidente della Gedi
E' caratterizzato dal colore rosso l'esercizio 2019 di Gedi Gruppo Editoriale, il cui controllo è destinato a passare dalla Cir della Fratelli De Benedetti (figli di Carlo) all'Exor della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi.
I ricavi consolidati del gruppo, che edita la Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX, l'Espresso e diverse testate lcoali, sono stati pari a 603,5 milioni di euro (-7,0% rispetto al 2018). In particolare, i ricavi derivanti dalle attività digitali hanno rappresentato complessivamente il 12,7% del fatturato consolidato (i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno superato i 127mila abbonati a fine anno) mentre i ricavi diffusionali, pari a 269,7 milioni, sono diminuiti del 5,2% rispetto a quelli dell’esercizio precedente, in un mercato che ha registrato una riduzione dell’8,1% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento. Infine, i ricavi pubblicitari, pari a 293,7 milioni sono calati del 7,6%.
I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 6,3% rispetto al 2018: sono diminuiti sia quelli del personale (-6,8%) che gli altri costi (-6,0%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti della ristrutturazione relativa alla redazione de la Repubblica (avviata operativamente nel mese di marzo) e della chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa (da aprile).
Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 34,2 milioni e include oneri di 25,1 milioni per ristrutturazioni. Tali riorganizzazioni comporteranno già nel 2020 una significativa riduzione dell’organico e del costo del lavoro. Quanto al risultato operativo consolidato, è stato negativo per 129,6 milioni e include svalutazioni di avviamenti di testate per 131,9 milioni, che si riferiscono per 69,9 milioni a “La Repubblica”, per 29,4 milioni a Messaggero Veneto, Il Piccolo, Quotidiani Veneti, Corriere delle Alpi e per 32,6 milioni a La Stampa e Il Secolo XIX).
Il risultato netto consolidato registra una perdita di 129 milioni. Nell’esercizio 2018 il risultato netto era stato negativo per 32,2 milioni.
L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019, prima dell’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 16, ammonta a 44,1mn, in riduzione di 59,1 milioni rispetto a fine 2018; ma post Ifrs 16 ammonta a 99,4 milioni. L'organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammontava a fine 2019 a 2.221 dipendenti, in riduzione di 138 unità rispetto al 31 dicembre 2018; l’organico medio del periodo è stato inferiore del 6,3% rispetto all’anno 2018.
Il risultato netto della capogruppo, quotata in Borsa, registra una perdita di 155,2 milioni, a fronte dei 33,2 milioni del 2018). Pertanto, il Consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea dei soci di coprire interamente la perdita mediante l’utilizzo di parte delle riserve disponibili.
La società, presieduta da Marco De Benedetti, ha ricordato che il 2 dicembre scorso, Cir ed Exor hanno sottoscritto un accordo vincolante per il trasferimento del 43,78% del capitale di Gedi Gruppo Editoriale da Cir a Exor e quindi del controllo della stessa per un prezzo complessivo di 102,4 milioni di euro, corrispondente a 0,46 euro per azione.