Fenera & Partner (investimenti alternativi) a primavera lancerà altri tre fondi di fondi


Pietro Mazza Midana e Giacomo Stratta
Nella primavera prossima, Fenera & Partners sgr lancerà altri tre fondi di fondi, con l'obiettivo di raccogliere almeno 200 milioni di euro, entro un paio d'anni. E c'è da scommettere che ce la farà. Perché c'è il precedente e perché il settore del “private markets” è destinato a una forte e rapida crescita.
Il precedente è costituito dai 220 milioni raccolti in poco più di 20 mesi, con i suoi primi tre fondi di fondi: Fpe I (private equity), Fpd I (private debt) e Fre (private equity real estate). Soldi versati da una settantina di clienti, l'80% dei quali costituito da investitori istituzionali, prevalentemente assicurazioni e la quota restante da famiglie facoltose, in grado di immobilizzare non meno di uno o due milioni, ma spesso molti di più, per otto-dieci anni.
Già, perché gli strumenti di private markets investono in società che non sono negoziate sui mercati pubblici e, perciò, sono illiquidi, cioè hanno limitazioni allo smobilizzo in tempi diversi da quelli previsti; ma rendono molto, molto di più, mediamente oltre il 12-13% netto all'anno, tassi neppure paragonabili a quelli dei titoli di Stato e delle obbligazioni, ormai vicini allo zero o quasi.
Rendimenti così elevati sono conseguenti alla scelta dei migliori gestori di fondi (i gestori sono oltre 16.000 nel mondo), che investono in società ad altissimo potenziale di sviluppo, le quali, grazie anche ai contributi apportati dagli investitori, aumentano considerevolmente i profitti e il loro valore.
Ecco una ragione della forte accelerazione della domanda di strumenti di private markets, che, in Italia, rappresentano il 7% del portafoglio della clientela più facoltosa, a fronte del 16% medio globale e del 45% dell'Università di Harvard, tanto ricca quanto attenta all'impiego del suo patrimonio.
I problemi, però, sono due. Il primo è costituito dall'entità delle proprie disponibilità. Non è soltanto una questione di soglia di accesso, comunque non inferiore al milione di euro; ma, anche, della possibilità di non dovere toccare la somma investita, normalmente, per otto-dieci anni. Secondo problema: trovare la sgr (società di gestione del risparmio) che sappia individuare i migliori gestori di investimenti alternativi e gli accessi ai fondi chiusi più proficui nel tempo e sicuri.
E qui entra in gioco Fenera & Partners, costola di Fenera Holding, finanziaria torinese che ha appena compiuto i trent'anni e ha tra i suoi principali azionisti le famiglie Zanon di Valgiurata (Lucio ne è il presidente, come lo è del Credito Emiliano), Lavazza, Garosci, Maramotti, Seragnoli, Marsiaj).
Fondata tre anni fa, per iniziativa di Giacomo Stratta e Pietro Mazza Midana, due top manager di Fenera Holding, il primo dal 2002 e l'altro dal 2008, Fenera & Partners sgr oggi vede la società dalla quale è nata con il 36% del capitale, mentre il 9% fa capo al gruppo Banca Sella, il 2% a Cassa Lombardia, oltre il 50% al duo formato da Giacomo Stratta e Pietro Mazza Midana, la quota restante ad altri manager.
Attualmente, il team è composto da Giacomo Stratta, amministratore delegato e responsabile investimenti, Pietro Mazza Midana, consigliere con deleghe alla gestione, Silvia Garino, Stefano Pera, Daniela Desiato, Roberto Reggiani e Lucia Belotti. Dall'inizio di aprile, nel team entreranno altri due senior rilevanti, uno da Londra per il commerciale e uno da Fca per il controllo di gestione. L'advisory board è presieduto da Carlo Pavesio e comprende anche Lucio Zanon di Valgiurata.
Il consiglio di amministrazione della sgr è formato da Alberto Savio, presidente, Giacomo Stratta, amministratore delegato e da Pietro Mazza Midana, Silvia Demartini, Renato Chiono, Giacomo Chiorino e Carlo Gentili.
Sede nel centro di Torino, nel palazzo che ospitava l'Ifi e l'Ifil della famiglia Agnelli, Fenera & Partners è una boutique finanziaria con know-how specifico negli investimenti alternativi, riconosciuto anche a livello internazionale. Una caratteristica, quest'ultima, che garantisce alla sgr torinese l'accesso alle migliori opportunità di investimento per i propri clienti e partner (fra l'altro, la società e i suoi manager sono tra gli investitori nei prodotti gestiti).
Fenera & Partners ha già investito, pressoché interamente, tutte le somme raccolte, esclusivamente in fondi esteri, sconosciuti o quasi in Italia, ma ambitissimi, quali, nel private equity,Apollo Natural (rendimento netto annuo del 139%), Tcv X (24,4%), Vista Equity Partners (38,7%), Tr Capital IV; nel private debt Crescent european speciality leanding II e Crescent private credit partners, Efa income secured credit fund II e, nel reale estate, Ardian european fund, Tishman european re venture VIII e Patricia rockspring tep VII.