Cnh Industrial, meno ricavi e meno debiti

Cnh Industrial, società controllata da Exor (famiglia Agnelli-Elkann-Nasi) ha annunciato i risultati dell’esercizio 2019, chiuso con ricavi consolidati pari a 28,1 miliardi (-6% rispetto al 2018) e l’utile netto di 1,454 miliardi di dollari, sul quale hanno impattato negativamente anche i costi di ristrutturazione e costi relativi all’ottimizzazione di attività e svalutazioni per 291 milioni di dollari, derivanti principalmente da azioni nell’ambito della strategia “Transform2Win”, nonché da un onere ante imposte di 27 milioni di dollari relativo al riacquisto di alcuni prestiti obbligazionari di Cnh Industrial Finance Europe. L’utile netto adjusted è stato pari a 1,178 milioni di dollari, rispetto ai 1,117 miliardi di dollari nel 2018.
L’indebitamento netto delle attività industriali è pari a 854 milioni di dollari al 31 dicembre 2019 e rappresenta un miglioramento di 1,5 miliardi di dollari rispetto al 30 settembre 2019 e un deterioramento di 255 milioni di dollari rispetto al 31 dicembre 2018, per effetto di maggiori rimanenze di prodotti finiti, a causa del rallentamento della domanda nei segmenti Agriculture e Construction, di un minor saldo dei debiti alla fine dell'anno, nonché della cassa utilizzata per completare le operazioni di M&A effettuate nell'anno. L’indebitamento totale è pari a 24,9 miliardi di dollari al 31 dicembre 2019, in crescita di 0,4 miliardi di dollari rispetto a un anno prima. Però, la liquidità disponibile è pari a 11,2 miliardi di dollari, in crescita di 2,3 miliardi di dollari rispetto alla stessa data precedente.
All’inizio del 2020, Cnh Industrial è stata riconosciuta dal Cdp tra le prime aziende leader a livello globale per le prestazioni sostenibili, essendo stata inclusa nella lista specifica per il suo impegno nella gestione sostenibile delle risorse idriche.