Acque potabili riduce perdita a 0,7 milioni

Il gruppo torinese Acque Potabili ha chiuso l'esercizio 2019, a livello consolidato, con la perdita netta di 0,7 milioni, a fronte del rosso di 12,2 milioni del 2018. Il margine operativo lordo è stato negativo per 542.000 euro, mentre era stato di 430.000 nell'esercizio precedente. Comunque, sempre a livello consolidato, la posizione finanziaria netta al 31 dicembre è risultata positiva per 18,2 milioni, il 4,1% in più rispetto alla stessa data del 2018.
Oltre al progetto di bilancio, il Consiglio di amministrazione della capogruppo Acque Potabili, socio unico (gli azionisti sono la Smat e Ireti, ex Iren Acque e Gas), ha approvato l'incorporazione dell'Acquedotto Monferrato per fusione e, fra l'altro, la presentazione all'assemblea dei soci della proposta di autorizzare il Consiglio di amministrazione ad acquistare fino a un massimo di 774.740 azioni proprie.
La società Acque Potabili, nata nel capoluogo piemontese nel 1852, ha come presidente Francesco Sava e come amministratore delegato Armando Quazzo.

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