Top manager, la classifica per reputazione: a dicembre Cairo ha perso il primo posto Saliti Manley, Gros-Pietro, Oscar Farinetti

Fine d'anno con sorpresa. La classifica di dicembre 2019 relativa alla reputazione web dei primi cento top manager attivi in Italia non ha in testa Urbano Cairo, sceso al secondo posto dopo tanti mesi di primato. Cairo è stato superato da Francesco Starace, amministratore delegato dell'Enel, al quale sono stati attribuiti 72,35 punti, a fronte dei 71,40 dell'ex recordman. In novembre, Starace ne
aveva 68,26, Cairo 73,85.
La reputazione web di Urbano Cairo è in calo: a ottobre aveva avuto 76,70 punti e in settembre addirittura 79,38. Alessandrino-milanese, Urbano Cairo è presidente di Rcs MediaGroup, che edita anche il Corriere della Sera, della sua controllante Cairo Communication, proprietaria di numerose riviste periodiche, della tv La 7 e, fra l'altro, del Torino Calcio, società granata con una storia gloriosa e un presente altalenante.
John Elkann, dopo la grande rimonta di novembre, il mese scorso ha mantenuto il terzo gradino del podio, con 66,19 punti. Il presidente e amministratore delegato di Exor, oltre che numero uno della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi (è presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari), in novembre aveva riconquistato la terza posizione, che aveva perso il mese prima, calando al settimo. Allora aveva avuto 64,57 punti, a fronte dei 60,33 di ottobre e i 62,61 di settembre,
John Elkann è stato premiato per avere concluso il maxi e clamoroso accordo per la fusione Fca-Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel-Vauhall) e per l'operazione Gedi, in seguito alla quale Exor rileverà dalla Cir-Cofide della Fratelli De Benedetti il controllo del gruppo editoriale formato da Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX, l'Espresso, 13 quotidiani locali, tre radio e la società di pubblicità Manzoni.
In dicembre ha mantenuto la posizione precedente anche Carlo Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, il colosso finanziario italiano che ha come maggiore azionista singolo la torinese Compagnia di San Paolo, presieduta da Francesco Profumo. Carlo Messina, infatti, è rimasto sesto con 59,16 punti, dopo che ne aveva avuti 59,71 in novembre, 61,34 in ottobre, 57,8 in settembre e 58,48 in agosto. Messina è stato preceduto, direttamente, da Matteo Del Fante (Poste Italiane, 60,40 punti) e Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni (61,04).
L'affare Fiat Chrysler Automobiles-Peugeot ha rilanciato anche Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, che ha guadagnato un'altra posizione, risultando in dicembre ventisettesimo con 50,65 punti, mentre ne aveva avuti 50,36 in novembre, quando era ventottesimo, 44,23 in ottobre (era precipitato al quarantaquattresimo posto, dal trentacinquesimo di settembre, quando ne aveva avuti 49,20, dopo i 53,30 di agosto).
Invece ha perso due posizioni Andrea Agnelli, presidente della Juventus, diventato ventunesimo con 51,44 punti, a fronte dei 53,56 di novembre, che valevano il diciannovesimo posto; mentre era ventiseiesimo in ottobre con 51,37 punti. In settembre, Andrea Agnelli era diciottesimo con 53,15 punti e ventesimo in agosto con 52,97.
In classifica è scesa anche la novarese Catia Bastioli, presidente di Terna e amministratore delegato di Novamont. Catia Bastioli, infatti, è risultata ventiduesima con 51,32 punti, mentre aveva concluso novembre da diciottesima con 53,74 punti, scalando ancora una posizione rispetto a ottobre (era diciannovesima con 52,95 punti), cinque rispetto a settembre (51,11 punti) e addirittura 14 rispetto ad agosto, quando era finita trentaduesima con 50,46 punti.
Al contrario, ha rimontato una posizione la torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, infatti, è risultata quarantaduesima con 47,18 punti, mentre era al quarantatreesimo posto, con 47,18 punti in novembre (47,23 punti in ottobre) e al quarantacinquesimo in settembre (47,36 punti). Però era al quarantesimo in agosto, quando aveva ottenuto 48,34 punti.
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio 2019, quando era risultata quarantaduesima, come nel mese scorso.
Tra i piemontesi che figurano tra i primi cento top manager italiani per reputazione su Internet, in dicembre, hanno migliorato il loro piazzamento, rispetto al mese precedente, anche Gian Maria Gros-Pietro, Oscar Farinetti e Rodolfo De Benedetti.
Gian Maria Gros-Pietro con Carlo Messina
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo e, fra l'altro, di Astm, la quotata dei Gavio che ha assorbito la controlla Sias, uscita da Piazza Affari, si è piazzato cinquantacinquesimo mentre era risultato sessantesimo in novembre, con 43,97 punti e sessantatreesimo in ottobre con 43,59 punti (aveva avuto 42,89 punti in settembre e 43,48 in agosto).
Quanto al cuneese Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, la catena enogastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, entrato per la prima volta fra i top cento in agosto, in novembre è finito dal sessantottesimo posto di novembre (41,63 punti) è salito al sessantatreesimo con 44,03. Rispetto a ottobre ha guadagnato nove posizioni (41,48 punti). In agosto si era piazzato sessantanovesimo con 42,13 punti. Nato 65 anni fa ad Alba, sposato con Gabriella Defilé, laurea honoris causa in Economia conferitagli dall'Università di Urbino, imprenditore innovativo e di gran successo, controlla o ha partecipazioni in diverse aziende. Può vantare numerosi premi e ha anche scritto alcuni libri.
Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cofide, la holding dei tre fratelli alla quale fanno capo anche Cir, Sogefi e, finora, Gedi-Gruppo Editoriale, nella graduatoria di dicembre figura settantacinquesimo con 40,06 punti, mentre era settantaseiesimo in novembre con 39,86 punti, tre posti più in alto che in ottobre (39,79 punti). In settembre era settantasettesimo con 39,76 punti e in agosto ne aveva avuti 40,13. Rodolfo De Benedetti, con i due fratelli, è stato contestato dal padre Carlo, per la gestione della Gedi, che, comunque, ha respinto la proposta di acquisto dell'Ingegnere, al quale è stato preferita la Exor di John Elkann.
Di tre posti è salito Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, al quale sono stati attribuiti 36,85 punti, che gli hanno dato la posizione numero 84. In novembre la sua quotazione era stata di 36,98 punti, equivalenti al posto numero 87, due meno di ottobre (37,42 punti,) e tre meno che in settembre (37,04 punti). In agosto Lapo Civiletti era finito ottantacinquesimo. Nononostante le nuove acquisizioni e i brillanti risultati di bilancio del colosso dolciario nato ad Alba, che ha lanciato la sfida al Mulino Bianco della Barilla con la sua nuova linea di biscotti, Lapo Civiletti resta in seconda fila rispetto al presidente Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Infine, Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, è finito sessantesimo con 43,76 punti, dal cinquantasettesimo di novembre (44,34 punti), il cinquantaseiesimo di ottobre (44,36). Galateri è tornato allo stesso posto occupato in agosto con 44,20 punti (a settembre ne ha avuti 44,58).
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.