Il programma della Fondazione Cr Biella per il rilancio e lo sviluppo della provincia negli ultimi 5 anni erogati 20,3 milioni

La presentazione del Documento programmatico
Bellezza e attrattività del territorio, diffusione di servizi di qualità in ambito medico, sportivo, didattico, sociale e culturale, presenza diffusa di un “capitale umano di eccellenza”: sono questi i punti di forza del Biellese, sui quali investire per il rilancio del territorio e che, uniti alla creatività diffusa nelle aziende e nelle tante associazioni e enti locali biellesi, hanno portato al recente riconoscimento Unesco.
E’ un affresco con più luci che ombre, quello che la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella presenta in occasione della divulgazione del Documento programmatico pluriennale 2020-2023; infatti, nonostante i noti problemi dell’invecchiamento della popolazione e dell’isolamento, dei quali si è comunque tenuto conto per la predisposizione delle linee di intervento future, esistono ampi segnali positivi, da cui partire per costruire nuove direttrici di sviluppo.
Il quadriennio che si è appena aperto rappresenterà, infatti, un banco di prova importante per la strategia di gestione della Fondazione Cr Biella, per la quale il rilancio del Biellese è la mission principale e che il presidente Franco Ferraris il cui mandato (non rinnovabile) avrà termine nel 2023 ha fatto propria ricoprendo l’incarico a titolo gratuito.
“Un’esperienza straordinaria che non sarebbe possibile senza una squadra motivata e coesa e che condivide una vision comune – spiega Franco Ferraris – a partire dagli Organi e dalla struttura operativa della Fondazione, che ringrazio per il grande lavoro svolto. Ciò che ritengo stia facendo la differenza è l’impegno quotidiano della Fondazione nel creare reti ampie e trasversali, che rendano enti, associazioni e cittadini protagonisti del cambiamento, che insieme stiamo costruendo. Lo abbiamo visto nel percorso Unesco, ma sono moltissimi i progetti in cui la forza della rete, stimolata dalla Fondazione ha portato al reperimento di risorse esterne strategiche: penso alla cordata per il completamento della Basilica Nuova di Oropa, ai contributi dell’impresa sociale “Con i bambini”, per il contrasto alla povertà educativa minorile, ai fondi per l’elettrificazione ferroviaria”.
L’analisi del contesto di riferimento è dunque il punto di partenza per la progettazione dell’azione futura della Fondazione che si baserà sempre più su strumenti e buone prassi introdotti negli ultimi quattro anni, a partire dai bandi, preziosi mezzi di razionalizzazione dell’attività erogativa, che hanno permesso di dare maggiore regolarità, certezza e trasparenza al processo di assegnazione dei contributi e sempre più permetteranno alla Fondazione di “disegnare su misura del territorio” gli interventi futuri, grazie alla possibilità di cofinanziamento con altri enti. Su questo fronte vanno citati i bandi Rigener-azioni in cofinanziamento con il Gal, per vivificare le aree montane biellesi e quello Viva, con i consorzi Iris e Cissabo, per la vita attiva di persone con disabilità.
Particolare attenzione, dunque, alle persone fragili, il cui benessere è statutariamente nella mission della Fondazione e investimento sulle potenzialità delle giovani generazioni: queste sono alcune delle linee di sviluppo principali che l’Ente continuerà a perseguire anche nel nuovo quadriennio, mettendo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione, a partire, per quanto riguarda la formazione, dalla società strumentale Città Studi, la cui azione, oltre a generare un indotto positivo per il territorio di circa 7,5 milioni di euro (come recentemente certificato), sarà sempre più orientata alle esigenze delle famiglie e dei ragazzi (con il progetto di orientamento per le scelte post diploma BI- work, basato sui dati di occupazione e la coerenza con i titoli di studio) e delle aziende (con le Academy, strumenti che orientano la formazione sulle esigenze delle aziende portando gli studenti sul campo e accelerando il processo al fine dell’assunzione).
Si lavorerà molto anche sui talenti precoci con il progetto SkilLand inserito anche nel dossier Unesco e che, a sua volta, è un bell’esempio di cofinanziamento territoriale e ricerca fondi tramite bando per un totale di 500 mila euro.
Oltre ai bandi e all’attività erogativa a favore di progetti strategici la Fondazione Cr Biella ha perfezionato, con queste finalità, la gestione dei propri immobili, il cui restauro, oltre a generare positive ricadute sull’economia locale, è stato indirizzato prevalentemente alla restituzione di un patrimonio di pregio alla collettività per la realizzazione di progetti sociali culturali. Sono nati così, negli ultimi anni, veri “gioielli”: Villa Boffo - Mente locale per la prevenzione delle malattie neurodegenerative; la “Casa della comunità” per il potenziamento e l’aggregazione dei servizi sociali; Palazzo Gromo Losa, che, con il potenziamento del Polo Culturale di Biella Piazzo e le mostre di caratura internazionale, sta sempre più assumendo un ruolo di primo piano nel panorama culturale cittadino. Su questo fronte i prossimi quattro anni saranno dedicati alla realizzazione di progetti strategici a Cascina Oremo, dove la Fondazione sta mettendo a punto con la Fondazione con il Sud la proposta per la creazione di un Polo innovativo per lo sport inclusivo integrato al campus di Città Studi e all’Accademia dello sport e alla Casa e torre del principe al Ricetto di Candelo, dove è allo studio la possibilità di realizzare un incubatore di creatività giovanile.
Come si vede progetti di grande respiro, elevato valore aggiunto per il territorio e altrettanto alto impegno economico, per i quali la Fondazione avrà bisogno di risorse certe e di attente co-progettazioni per la ricerca di fondi esterni su più livelli.
“La stabilità delle risorse è un obiettivo prioritario, anche su indicazione del ministero dell’Economia e delle Finanze – spiega il Segretario generale, Mario Ciabattini – per la prima volta quest’anno la Fondazione ha raggiunto un importante risultato su questo fronte; opererà, infatti, interamente su risorse accantonate, mettendosi al riparo dalle consuete oscillazioni dei mercati e calibrando meglio gli interventi. Questo è stato possibile grazie a una programmazione attenta degli investimenti, che continueranno a essere impiegati per finalità di sviluppo sostenibile, come nel caso del Fondo abitare sostenibile che tra l’altro inaugurerà, a breve, a Biella, edilizia di housing sociale nelle logica di “restituzione” che è propria dei nostri investimenti”.
L’anno appena iniziato coinciderà, inoltre, con lo storico ingresso delle Fondazioni Cr Biella e Cr Vercelli nel board degli azionisti del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, con la Fondazione di Biella come secondo azionista per rilevanza. L’ingresso delle Fondazioni non solo permetterà ai territori di esprimersi al meglio nelle scelte strategiche di sviluppo, ma permetterà di avere risorse importanti per progettualità condivise.
Inoltre, con il 2020, si concluderanno due impegni rilevantissimi per la Fondazione: la ristrutturazione della Basilica Nuova di Oropa per la quinta incoronazione centenaria con una cordata di circa 4 milioni di euro e l’acquisto di attrezzature mediche per il nuovo ospedale di Biella per un valore di circa 20 milioni di euro. Si libereranno così risorse ingenti che potranno essere utilizzate per nuove progettualità.
Le aree sulle quali in futuro si concentrerà l’azione della Fondazione saranno tre: cultura, educazione e ricerca, welfare e territorio: In queste troveranno collocazione più strutturata i settori di intervento tradizionali, una nuova articolazione che permetterà anche “visivamente” di comprendere meglio la strategia dell’Ente e che vedrà nascere, a breve, il progetto “Wellness”, per lo sviluppo dell’accoglienza d’eccellenza sul modello trentino e svizzero messo a punto con risorse private e pubbliche e del quale la Fondazione farà parte condividendone la vision.