I depositi nelle banche saliti di 83 miliardi a fine 2019 hanno sfiorato i 1.572 miliardi

Nel 2019, i prestiti delle banche a famiglie e imprese sono aumentati dello 0,3% rispetto ad un anno prima, risultando pari a 1.274 miliardi di euro. Lo ha riferito l'Abi, l'associazione nazionale degli istituti di credito, basando la sua stima sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
A dicembre 2019, i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento bancari si attestano sui minimi storici e registrano le seguenti dinamiche: il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,27% (1,29% il mese precedente; 5,48% a fine 2007); quello per acquisto di abitazioni all'1,47% (1,43% a novembre 2019, 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,48% (2,49% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).
Quanto ai depositi bancari, (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine), a dicembre 2019 sono aumentati di oltre 83 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (+5,6%), sfiorando i 1.572 miliardi. mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è rimasta stabile negli ultimi 12 mesi. La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del 4,8% a 1.815 miliardi.
Nel novembre scorso, a seguito della riduzione della domanda di finanziamenti - nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente infimi - per i prestiti alle imprese si è registrata una riduzione dell’1,9% su base annua. Però, l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha fatto registrare una variazione positiva del 2,5% su base annua.
Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a novembre 2019 si sono attestate a 29,6 miliardi di euro, in calo rispetto ai 38,3 miliardi di novembre 2018 (-22,7%) e ai 65,9 miliardi di novembre 2017 (-36,3 miliardi e -55,1%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 59 miliardi (-66,7%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,70% a novembre 2019 (era 2,22% a novembre 2018, 3,71% a novembre 2017 e 4,89% a novembre 2015).

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