"Emergenza occupazionale e salariale" altri 5.000 posti a rischio in Piemonte

Alberto Cirio, presidente
Regione Piemonye
Con un ordine del giorno, approvato al termine della seduta del 7 gennaio, il Consiglio regionale ha riconosciuto che il Piemonte si trova in una situazione di emergenza occupazionale e salariale e chiede, pertanto, una serie di iniziative concrete, che hanno bisogno del sostegno dello Stato, come il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e 150 milioni di euro per le aree colpite dalle crisi industriali, come era stato annunciato dal premier Giuseppe Conte in una sua visita in Piemonte.
La riunione è stata aperta dal presidente Alberto Cirio, ricordando che “abbiamo deciso di convocare un Consiglio regionale speciale dedicato alle crisi industriali e al lavoro perché 5.000 posti a rischio ci fanno parlare di calamità occupazionale. E’ un tema al quale non possiamo sottrarci, ma dobbiamo affrontare in tutta la sua gravità e drammaticità e avere le idee ben chiare della situazione che avremo nel 2020”.
Secondo Cirio, il Governo deve fare la sua parte: “E’ stato presentato al premier Conte un progetto molto chiaro: l’area di sviluppo complessa che va da Torino a Ivrea, Susa e Pinerolo e che riguarda il Competence center, l’Olivetti, il Parco della Salute, le opere di compensazione della Torino-Lione. Oggi sono disponibili solo i 30 milioni stanziati dalla Regione Piemonte. Ho chiesto a Conte una comunicazione ufficiale di quanto lo Stato può stanziare dei 150 milioni previsti all’inizio per Torino e poi estesi a tutta Italia. Vorremmo sapere quale quota ci sarà destinata, in quanto da essa dipende anche la nostra programmazione europea. Altrimenti si rischia di non partire in modo concreto”.
Parlando dell’accordo Fca-Psa, Cirio ha sostenuto che “bisogna non solo commentare, ma anche vigilare, perché un accordo così importante si trasformi in una garanzia di sviluppo per il nostro territorio. Ho quindi chiesto al responsabile Fca Emea, Pietro Gorlier, un incontro. che si terrà il 31 gennaio, al quale inviterò anche i capigruppo consiliari, per avere un quadro chiaro ed esaustivo sulla fusione e un momento di verifica sul fatto che questo accordo si traduca in benefici anche per i lavoratori e per tutto l'indotto della regione. Ci è già stato assicurato che il nuovo gruppo si farà carico degli impegni che Fca si era assunta nei confronti di Torino, del Piemonte e dell'Italia: investimenti di 5 miliardi per gli stabilimenti italiani e l'obiettivo della piena occupazione entro il 2022”.
L’assessore al Lavoro, Elena Chiorino, ha poi svolto una lunga relazione sulla situazione occupazionale del Piemonte, dalla quale si evince che il quadro Istat del trimestre luglio-settembre 2019 appare decisamente critico in Piemonte, con un calo di 17.000 occupati, concentrati nell'industria manifatturiera (-25.000), mentre resta sostanzialmente stagnante la situazione nei servizi (+2.000) e solo l'agricoltura mostra una dinamica positiva apprezzabile (+4.000). La diminuzione interessa esclusivamente il lavoro alle dipendenze (-34.000 occupati), mentre cresce di 16.000 unità la componente autonoma, trainata dai servizi non commerciali.
Sono circa 50 le imprese che fruiscono della cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, riorganizzazione e cessazione di attività, per un complesso di circa 2.500 addetti, prevalentemente nei settori metalmeccanico e dell’editoria; inoltre, si evidenziano 20 imprese in cassa integrazione per cessazione di attività (800 le persone interessate). A queste si affiancano 75 imprese che attuano la cigs per contratti di solidarietà, tra cui Fca con circa 4.000 dipendenti.
Si prevede un ulteriore aggravamento della situazione nel 2020, come dimostrano i recenti focolai di crisi, emersi a fine 2019, come Martor di Brandizzo, Mahle, ex Ilva (quest’ultima coinvolge 800 addetti, ai quali vanno sommati quelli dell’indotto, che riguarda migliaia di imprese, di cui 3.000 soltanto per quanto riguarda l’artigianato).
Siccome le crisi aziendali arrivano troppo spesso ai tavoli dell’Assessorato quando la situazione è già gravemente compromessa - ha detto Elena Chiorino – si è pensato di puntare sulla prevenzione, stanziando un milione di euro, rifinanziabile, che servirà a sostenere un progetto che prevede il coinvolgimento di mentori di provata esperienza, che entrano in aziende al momento sane, analizzano la situazione e segnalano al titolare i punti di forza, ma anche le debolezze e le fragilità prima che queste degenerino. Tutto questo avviene anche nell’ottica della razionalizzazione dei costi: è più dispendioso intervenire su una realtà in difficoltà piuttosto che sostenerla preventivamente. Aziende sane, inoltre, significa più crescita e più posti di lavoro o, perlomeno, il mantenimento di quelli attuali”.
Elena Chiorino ha concluso: “Per contrastare lo ‘sciacallaggio industriale’ di quei fondi speculativi che acquistano le aziende locali in crisi al solo scopo di acquisirne il marchio, ma disinteressandosi successivamente delle realtà produttive sul territorio e dei lavoratori, l’Assessorato sta lavorando all’istituzione di un fondo che possa acquisire temporaneamente quote di aziende in crisi e consentirne il rilancio. Allo studio ci sono anche un progetto basato sul microcredito e soluzioni per arginare il fenomeno del lavoro a cottimo, che è in aumento e sotto gli occhi di tutti. Si tratta di persone, quali i riders, costrette troppo spesso a lavorare senza tutele e a condizioni economiche non sostenibili”