Come il Piemonte tenta di tornare in gioco per le Olimpiadi invernali del 2026

Fabrizio Ricca, assessore allo Sport
Regione Piemonte
La Regione Piemonte mira a inserire le montagne piemontesi tra i siti di gara delle Olimpiadi invernali 2026. Rispondendo a un’interrogazione durante l'ultima seduta di Consiglio regionale, l’assessore allo Sport, Fabrizio Ricca, ha dapprima ribadito che “i Giochi olimpici assegnati a Milano e Cortina possono essere un valore aggiunto per il Piemonte. Subito dopo l’insediamento della nuova Amministrazione regionale, abbiamo sviluppato un lavoro comune con la Città di Torino per valorizzare il patrimonio olimpico, che è stato inserito all’interno del dossier consegnato lo scorso agosto all’allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti”.
Poi, Ricca ha detto: “ci siamo proposti per ospitare anche discipline sperimentali e senza medagliere quali, ad esempio, lo sci di alpinismo e il chilometro lanciato” e che “in collaborazione con la Fondazione Olympic Park, verrà fatta una ricognizione completa degli impianti olimpici, con indicazione dei relativi costi di costruzione,e delle infrastrutture esistenti a Torino e nei Comuni olimpici montani, da poter mettere a disposizione del Governo”.
In linea con le linee guida del Comitato olimpico internazionale in tema di sostenibilità ed eredità olimpica – ha concluso Ricca - il Piemonte potrebbe contribuire con le Regioni coinvolte alla promozione di un modello virtuoso, innovativo, efficace e attento al riuso degli impianti già esistenti, riducendo il costo totale del dossier. La Regione Piemonte possiede, infatti, un’esperienza unica che può mettere a disposizione di Lombardia e Veneto”.