Borsa: le quotazioni di tutte le piemontesi nell'ultima settimana di negoziazioni

Beniamino Gavio, numero 1 dell'omonimo gruppo
al quale fa capo la Astm, che ha assorbito la Sias
“Il 2010 è incominciato con una quotata piemontese in meno. Con l'ultima seduta di dicembre, infatti, dalla Borsa è uscita definitivamente la Sias, controllata dall'Astm (Autostrada Torino Milano), che l'ha incorporata per fusione”. Lo ha ricordato il Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, oggi, 5 gennaio, nella rubrica dedicata alle quotate piemontesi.
“L'operazione -ha aggiunto - è coincisa con un calo progressivo della Astm. società controllata dalla famiglia Gavio: in tutta l'ultima settimana di negoziazioni, il valore di Astm ha continuato a scendere, fino a perdere, in quella finale, il 6,61%, terzo maggiore ribasso di tutta Piazza Affari. Così, Astm ha chiuso a 24,58 euro, a fronte dei 27,72 euro del 27 dicembre, evidenziando la perdita dell'11,3%2.
Il ribasso di Astm, che risulta ancora più rilevante considerando che il 16 luglio scorso la sua azione aveva toccato il massimo storico di 31,60 euro, è conseguente soprattutto al caso concessioni autostradali, che coinvolge immediatamente Aspi (Atlantia), ma si riflette, negativamente, anche sulle altre concessionarie, fra le quali Astm, alla quale fanno capo le società che gestiscono buona parte della rete autostradale del Nord Ovest. E, fra l'altro, sono emersi nuovi problemi delle infrastrutture viarie, che non hanno mancato di pesare nelle valutazioni anche degli investitori.
Comunque, l'ultima settimana è stata sfavorevole non soltanto per Astm, ma anche per altre quotate subalpine, comprese le blue chip Fca (-2,6%) e la sua controllante Exor (-2,3%), alla quale fa capo anche la Ferrari (-1,64%), Buzzi Unicem (-1,5%), Ubi Banca (-1,35%), Italgas (-1,28%), Intesa Sanpaolo (-0,2%).
Invece, nonostante tutto, venerdì scorso, Diasorin è riuscita a mantenere la quotazione di sette giorni prima, chiudendo a 116,2 euro, così come Cnh Industrial (+0,2%), altra quotata della scuderia Agnelli-Elkann-Nasi, come la Juventus che ha conseguito un progresso, facendo segnare il prezzo di 1,2725 euro (+1,4%), però ben lontano dal record di 1,706 conquistato il 15 aprile dell'anno passato.
Una sorpresa, nella settimana borsistica a cavallo tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020, l'ha riservata la matricola torinese Pattern, che, proprio venerdì scorso, ha fatto registrare il suo nuovo primato, dato che la sua azione è salita a 4,65 euro. Al suo esordio in Piazza Affari, il 17 luglio, era stata valuta 3,75 euro. Rispetto ad allora, quindi, ha avuto un rialzo del 24%, certamente gradito dall'amministratore delegato Luca Sburlato e dai soci.
Ed ecco i prezzi fatti segnare venerdì scorso da tutte le quotate “piemontesi”, nel senso che fanno riferimento alla regione, pur non avendovi tutte la sede legale (tra parentesi, il prezzo del venerdì precedente, cioè del 27 dicembre 2019). In neretto, le blue chip:
Astm 24,58 (27,72), Autogrill 9,37 (9,405), Bim 0,1205 (0,1165), Basicnet 5,29 (5,28), Borgosesia 0,486 (0,47), Buzzi Unicem 22,0 (22,34), Cairo Communication 2,715 (2,75), Cdr Advance Capital 0,0005 (0,0005), Centrale del Latte d'Italia 2,41 (2,44), Cir 1,088 (1,096), Cnh Industrial 9,986 (9,966), Cofide 0,54 (0,536), Conafi 0,307 (0,306), Cover50 9,55 (9,70);
Dea Capital 1,468 (1,47), Diasorin 116,2 (!66), Exor 68,82 (70,44), Ferrari 149,5 (152), Fca 13,078 (13,43), Fidia 3,84 (3,80), Gedi 0,4365 (0,4365), Guala Closures 7,44 (7,28), Intesa Sanpaolo 2,3495 (2,355), Iren 2,72 (2,804), Italgas 5,558 (5,63), Italia Independent 1,55 (1,58), Juventus 1,2725 (1,255), Ki Group 0,65 (0,64), Matica Fintec 1,79 (1,898);
Pattern 4,65 (4,46), Pininfarina 1,618 (1,612), Prima Industrie 16,94 (16,36), Rcs MediaGroup 1,01 (1,08), Reply 68,75 (70,70), Sanlorenzo 15,94 (15,802), Sogefi 1,576 (1,598), Tinexta 11,52 (11,32), Ubi Banca 2,855 (2,894), Visibilia Editore 0,358 (0,364).