Borsa: Iren e Dea Capital ai loro massimi mentre il Ftse Mib è risceso sotto 24.000

La nuova settimana borsistica è partita in rosso (l'indice Ftse Mib ha perso lo 0,52%, scendendo di nuovo sotto quota 24.000 punti); ma, non per tutte le quotate: anzi, due piemontesi, proprio oggi, 13 gennaio, hanno chiuso le negoziazioni in Piazza Affari con le rispettive azioni al loro nuovo massimo storico. Si tratta di Iren, la multiutility al cui controllo partecipa il Comune di Torino e di Dea Capital, che fa capo alla novarese De Agostini della famiglia Boroli-Drago.
L'ultimo prezzo di Iren è stato di 2,868 euro, superiore dell'1,56% a quello di venerdì scorso e, appunto, nuovo record. Quanto al titolo di Dea Capital, ha fatto segnare 1,484 euro, l'1,50% in più rispetto al precedente. Esattamente un anno fa, Dea Capital quotava 1,1762 euro e Iren 2,154 euro.
A proposito di Dea Capital, è stato comunicato che il fondo Atlantic 1, fondo di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso, gestito da Dea Capital Real Estate, ha siglato il contratto preliminare per la vendita di un immobile a Roma, in via Cristoforo Colombo, per l'importo 40,7 milioni di euro (la stipula del contratto definitivo di compravendita e' prevista entro giugno).
Comunque, anche per altre piemontesi, la seduta odierna è stata positiva. In particolare, per Matica Fintec (+4,08% rispetto a venerdì), Autogrill (+3.10%), Borgosesia (+2,94%), Cofide (+1,72%), Pattern (+1,56%) e Basicnet (+1,28%).

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