Aizoon, l'impresa torinese che protegge dagli hacker-pirati i sistemi informatici

Franco Cornagliotto, presidente e ad Aizoon 
Cyber security: sicurezza informatica che deriva dall'adozione di tecnologie che consentono la protezione del proprio sistema informatico dagli attacchi mirati a comprometterne il suo corretto funzionamento, assalti portati dagli hacker, i “pirati” dell'elettronica, capaci di penetrare nella rete, spiarla, rubarne i dati o modificarli. Un problema enorme, che preoccupa governi, eserciti, i servizi segreti, banche, ospedali, utilities, enti pubblici, imprese, centri di ricerca, gestori di infrastrutture, studi professionali, insomma un po' tutti.
Un grande e crescente problema, ma anche un nuovo, amplissimo mercato, nel quale sta crescendo sempre più velocemente, una società torinese all'avanguardia nel settore: Aizoon. Fondata e guidata da Franco Cornagliotto, un pioniere, insieme con Silvana Candeloro.
Costituita nel 2005, nel capoluogo piemontese, Aizoon conta già un mezzo migliaio di dipendenti diretti, ha filiali a Milano, Roma, Genova, Bologna e Cuneo; ha partecipazioni negli Usa, nel Regno Unito e in Australia; recentemente, ha creato una sua società a Zurigo, per offrire sicurezza e digital transformation anche in Svizzera. A livello di gruppo, fattura una quarantina di milioni all'anno e, ogni anno, assume 70-80 persone.
Aizoon (“sempre viva” in greco antico) fornisce consulenza e prodotti tecnologici di innovazione, in diversi campi e a una variegata area di soggetti: dall'industria aerospaziale e della difesa a quelle dei trasporti, delle comunicazioni, dell'energia, dell'alimentare, della moda, della chimica, delle biotecnologie, dei media; ma anche alla finanza, agli enti pubblici, agli ospedali.
Opera con quattro divisioni: Sa&a (architetture e applicazioni software), Ddi (data driven innovation), It&s (intelligents things & sistems) e, appunto, Sec (cyber security).
Alle imprese propone di ripensare i processi di produzione e l'organizzazione, sfruttando le tecnologie digitali, introducendo, fra l'altro, telecamere e sensori di vario genere, in relazione tra loro, consentendo di migliorare anche la qualità e di fare prodotti artigianali con processi industriali. La collaborazione con le aziende può portare anche alla loro realizzazione di prodotti innovativi, con l'uso di nuovi materiali, con la predisposizione allo smaltimento ecologico, con l'applicazione dell'intelligenza artificiale.
Aizoon non si limita alla fornitura di servizi, ma fa anche prodotti, a partire da sensori speciali (ha un laboratorio di micro-bio-nano tecnologie a Chivasso).
In particolare, per la sicurezza informatica ha prodotto un sistema di sensori che segnalano comportamenti anomali a un analista, che segnala i rischi e gli attacchi di hacker, in atto o potenziali. E questo grazie anche a certe matematiche, sempre più evolute, tanto che, periodicamente, quelle dismesse, vengono donate da Aizoon a matematici, affinché le rendano disponibili a tutti.
Quella della cyber security è un'attività alla quale Franco Cornagliotto è arrivato naturalmente. Partendo dal Sommellier, dove si è diplomato in seguito a un corso sperimentale da programmatore
informatico (più avanti ha preso la laurea in Scienze politiche, con indirizzo sociale, rivelatasi quanto mai proficua).
Assunto da Tecnoconsult subito dopo il diploma, Cornagliotto è poi passato alla Burgo e, poco dopo, alla Toro Assicurazioni. A 24 anni era già coordinatore di un gruppo di lavoro. Ma lo spirito imprenditoriale, ereditato dai genitori, artigiani della tintura, nel 1984 gli fa mollare il posto sicuro e vendere la sua Lancia Fulvia per entrare come socio nella Rsi (Realizzazione sistemi informatici), nata tre anni prima.
“Allora fare l'imprenditore era facile e, con la buona volontà, si facevano subito grandi passi avanti” racconta Cornagliotto. Apriva nuove aziende, ad Asti, in Valle d'Aosta, in Veneto. Investiva continuamente. Però, a 40 anni, vende tutto, tranne la partecipazione in Rsi, nel frattempo cresciuta molto, soprattutto nelle banche e nelle compagnie di assicurazione. Rsi che, per la sua specializzazione e il suo parco clienti, fa gola al colosso francese Altran (oggi Cap Gemini), che la rileva, insieme con Cornagliotto, al quale affida la gestione delle attività italiane più quelle in Spagna, Portogallo e Brasile. Oltre che azionista, Cornagliotto diventa un top manager della società quotata alla Borsa di Parigi.
Nel 2005, la svolta decisiva con la costituzione di Aizoon, condivisa con un amico e socio storico della Rsi. Aizoon è la prima in Italia a ottenere l'autorizzazione del ministero del Lavoro a operare con proprio personale specializzato nelle imprese clienti, grazie alla Legge Biagi. Pur non avendo ancora alcuna commessa, Franco Cornagliotto assume 20 tecnici. Non se ne pentirà. Al secondo esercizio è già in pareggio, dal terzo chiude in attivo e non si ferma più.
In Aizoon, controllata dalla famiglia, lavora anche Federico Cornagliotto, figlio di Franco e Silvana. E' il responsabile delle attività in Australia, base da cui costruire il ponte per l'Asia, altra tappa in programma. Intanto, si punta su Lombardia ed Emilia-Romagna.

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