Tecnologia, per l'Italia saldo 2018 positivo +1,3 miliardi nella bilancia dei pagamenti

Nel 2018 il saldo complessivo della bilancia dei pagamenti della tecnologia – compensi per l’uso della proprietà intellettuale, servizi informatici, servizi di ricerca e sviluppo e servizi di architettura e ingegneria, definiti anche come le transazioni con l’estero in tecnologia non incorporata in beni fisici (disembodied technology) − è stato positivo per il settimo anno consecutivo e pari a 1,3 miliardi di euro. È un livello storicamente elevato, seppure in calo rispetto al massimo registrato l’anno precedente.
Dopo un lungo periodo di saldi negativi, il miglioramento della bilancia dei pagamenti della tecnologia è stato trainato, tra il 2012 e il 2014, dall’ampliamento dell’avanzo dei servizi di ricerca e sviluppo e, negli ultimi anni, dalla riduzione del disavanzo nei compensi per l’uso della proprietà intellettuale (brevetti e royalties), ormai prossimo allo zero.
Considerando il settore di attività delle imprese coinvolte in transazioni internazionali in disembodied technology, il comparto manifatturiero ha continuato a registrare un avanzo, in aumento rispetto all’anno precedente; invece, si è ampliato il disavanzo del settore dei servizi, che si era quasi azzerato nel 2017, a causa del calo delle esportazioni, in particolare di quelle delle aziende fornitrici di servizi professionali, scientifici e tecnici.
Nel confronto internazionale, gli scambi di disembodied technology dell’Italia sono, in rapporto al Pil, inferiori alla media europea, pur rappresentando, negli ultimi anni, una delle componenti più dinamiche del commercio di servizi del nostro Paese.
Le esportazioni della tecnologia sono complessivamente cresciute del 4,3% rispetto al 2017, riflettendo incrementi sostenuti nella R&S, nei compensi per l’uso della proprietà intellettuale e nei servizi informatici, mentre vi è stato un calo nei servizi di architettura e ingegneria (-9,5%, dopo una forte crescita l’anno precedente).
Per il secondo anno consecutivo. i compensi per l’uso della proprietà intellettuale hanno rappresentato la voce più consistente delle vendite all’estero (4,2 miliardi di euro), confermando il miglioramento, tra le imprese italiane, nell’attività di sfruttamento di brevetti, marchi e royalties; in tale ambito un ruolo trainante è stato svolto da importanti imprese del settore della moda.
Il tasso di crescita delle importazioni è stato più elevato (9,3%) di quello delle esportazioni, in particolare per il forte incremento degli acquisti di servizi di architettura e ingegneria (21,8%). I servizi informatici sono diventati la voce più importante (4,4 miliardi) grazie a un aumento dell’8,4%, superando la componente storicamente principale, i compensi dell’uso della proprietà intellettuale, che è cresciuta solo del 3,1 per cento.