Sanità, Cirio chiama le fondazioni bancarie per la formazione di medici specializzandi

Il presidente Alberto Cirio al Regina Margherita di Torino
Aumentano i contratti di formazione per medici specializzandi da inserire negli ospedali piemontesi. Consapevole dell’urgenza di fronteggiare un problema dovuto ad anni di mancata programmazione nazionale e che rischia di subire una brusca accelerazione dall’introduzione della “quota 100”, la Regione ha deciso di finanziare con risorse proprie 15 contratti aggiuntivi e ha coinvolto le fondazioni del territorio per avviarne ulteriori 35 con il progetto “Adotta un medico”.
Il presidente Alberto Cirio, presentando l’iniziativa, ha detto: “si tratta di un atto fondamentale per garantire la continuità del servizio sanitario nazionale, che oggi si trova ad affrontare carenze di organico drammatiche, che mettono a rischio l’attività di interi reparti e strutture. In questo modo tra tre anni i nuovi medici potranno lavorare in reparto. Questo progetto risponde alle reali esigenze del nostro territorio e la sua importanza è dimostrata dal fatto che abbiamo già avuto segnali positivi di adesione dalle principali fondazioni del Piemonte”.
Prima a rispondere è stata la Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra, che nel corso di un evento benefico ha raccolto 154.000 euro; poi hanno manifestato disponibilità la Compagnia di San Paolo e le Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino, Cuneo e Vercelli.
Gli schemi di convenzione con le Università di Torino e del Piemonte orientale, che, con il docente Roberto Albera la prima e il rettore Gian Carlo Avanzi la seconda, hanno espresso giudizi positivi sul progetto, vedranno la Regione finanziare con 1.920.000 euro 15 contratti di formazione medico specialistica aggiuntivi a decorrere dall’anno accademico 2018/19 e per tutti i cinque anni del ciclo formativo:
Tra i requisiti sono previste la residenza in Piemonte per almeno 5 degli ultimi 12 anni antecedenti la data di scadenza del bando e la sottoscrizione dell’impegno, prima dell’immatricolazione alla Scuola, a prestare 5 anni di lavoro effettivo in un’azienda sanitaria del Piemonte, dalla data di conseguimento del diploma di specialità o di prima assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. “Quest’ultimo vincolo - ha puntualizzato il presidente Cirio - si potrà rescindere soltanto se il medico, per motivi professionali, decide di restituire la somma spesa per la sua formazione”.

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