Reputazione top manager su web: 1° Cairo John Elkann riconquista il terzo posto Risaliti anche Manley, Agnelli e Bastioli

Urbano Cairo, con un giovanissimo tifoso del Toro
Grande rimonta di John Elkann, il mese scorso, nella classifica della reputazione web dei cento top manager italiani. Nella graduatoria di novembre, infatti, il presidente e amministratore delegato di Exor oltre che numero uno della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi (è presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari), è risalito sul podio, riconquistando la terza posizione, che aveva perso il mese prima, calando al settimo.
John Elkann è stato premiato per avere concluso il maxi e clamoroso accordo per la fusione Fca-Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel-Vauhall) e per l'operazione Gedi, in seguito alla quale Exor rileverà dalla Cir-Cofide della Fratelli De Benedetti il controllo del gruppo editoriale formato da Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX, l'Espresso, 13 quotidiani locali, tre radio e la società di pubblicità Manzoni.
John Elkann ha avuto 64,57 punti (ne aveva 60,33 in ottobre e 62,61 in settembre), meno soltanto di Francesco Starace, amministratore delegato dell'Enel (68,26) e di Urbano Cairo (73,85), costantemente in testa, nonostante abbia registrato un calo di consensi, dato che in ottobre aveva ottenuto 76,70 punti e addirittura 79,38 in settembre. Alessandrino-milanese, Urbano Cairo è presidente di Rcs Mediagroup, che edita anche il Corriere della Sera, della sua controllante Cairo Communication, proprietaria di numerose riviste perdiodiche, della tv La 7 e, fra l'altro, del Torino Calcio, società granata con una storia gloriosa e un presente altalenante.
In novembre ha invece perso una posizione Carlo Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, il colosso finanziario italiano che ha come maggiore azionista singolo la torinese Compagnia di San Paolo, presieduta da Francesco Profumo. Carlo Messina, è diventato sesto con 59,71 punti, dopo che, in ottobre, aveva rimontato due posizioni, avendo avuto 61,34 punti contro i 57,8 di settembre e i 58,48 di agosto.
L'affare Fiat Chrysler Automobiles-Peugeot ha rilanciato anche Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, che in ottobre era precipitato al quarantaquattresimo posto con 44,23 punti, dal trentacinquesimo di settembre, quando ne aveva avuti 49,20 (in agosto 53,30). A Mike Manley, infatti, in novembre è stato attribuita la posizione numero 28, in seguito al punteggio di 50,36.
A riprendere quota, il mese scorso, è stato pure Andrea Agnelli, presidente della Juventus e neo Torinese dell'Anno, riconoscimento attribuitogli dalla locale Camera di commercio. Andrea Agnelli ha avuto 53,56 punti, che valgono il diciannovesimo posto; mentre era ventiseiesimo in ottobre con 51,37 punti. In settembre, Andrea Agnelli era diciottesimo con 53,15 punti e ventesimo in agosto con 52,97.
Ancora più su di Mike Manley e di Andrea Agnelli si è piazzata la novarese Catia Bastioli, presidente di Terna e amministratore delegato di Novamont. Catia Bastioli è diventata diciottesima con 53,74 punti, scalando ancora una posizione rispetto a ottobre (era diciannovesima con 52,95 punti), cinque rispetto a settembre (51,11 punti) e addirittura 14 rispetto ad agosto, quando era finita trentaduesima con 50,46 punti.
Invece, ha mantenuto la stessa posizione precedente la torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, infatti, è rimasta al quarantatreesimo posto, con 47,18 punti (47,23 punti in ottobre), mentre era al quarantacinquesimo in settembre (47,36 punti). Però era al quarantesimo in agosto, quando aveva ottenuto 48,34 punti.
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio, quando era risultata quarantaduesima.
Tra i piemontesi che figurano tra i primi cento top manager italiani per reputazione su Internet, hanno migliorato il loro piazzamento, rispetto al mese precedente, anche Gian Maria Gros-Pietro, Oscar Farinetti e Rodolfo De Benedetti.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo e, fra l'altro, di Astm, la quotata dei Gavio destinata ad assorbire la controlla Sias, è risultato sessantesimo, con 43,97 punti; mentre era sessantatreesimo in ottobre con 43,59 punti (aveva avuto 42,89 punti in settembre e 43,48 in agosto.
Quanto al cuneese Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, la catena enogastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, entrato per la prima volta fra i top cento in agosto, in novembre è finito sessantottesimo con 41,63 punti. Rispetto a ottobre ha guadagnato quattro posizioni (41,48 punti). In agosto si era piazzato sessantanovesimo con 42,13 punti. Nato 65 anni fa ad Alba, sposato con Gabriella Defilé, laurea honoris causa in Economia conferitagli dall'Università di Urbino, imprenditore innovativo e di gran successo, controlla o ha partecipazioni in diverse aziende. Può vantare numerosi premi e ha anche scritto alcuni libri.
Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cofide, la holding dei tre fratelli alla quale fanno capo anche Cir, Sogefi e, finora, Gedi-Gruppo Editoriale, nella graduatoria di novembre figura settantaseiesimo con 39,86 punti, tre posti più in alto che in ottobre (39,79 punti). In settembre era settantasettesimo con 39,76 punti e in agosto ne aveva avuti 40,13. Rodolfo De Benedetti, con i due fratelli, è stato contestato dal padre Carlo, per la gestione della Gedi, che, comunque, ha respinto la proposta di acquisto dell'Ingegnere, al quale è stato preferita la Exor di John Elkann.
Sono scesi in classifica, invece, Gabriele Galateri e Lapo Civiletti. Infatti, Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, è diventato cinquantasettesimo (44,34 punti), mentre era risalito al cinquantaseiesimo posto in ottobre, con 44,36, avanzando di uno rispetto a settembre (44,58 punti) e dal sessantesimo che aveva occupato in agosto, con 44,20 punti.
Infine, Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, la cui quotazione è stata di 36,98 punti, che valgono il posto numero 87, due meno di ottobre (37,42 punti,) e tre meno che in settembre (37,04 punti). Anche in agosto Lapo Civiletti era finiti ottantacinquesimo. Nononostante le nuove acquisizioni e i brillanti risultati di bilancio del colosso dolciario nato ad Alba, che ha lanciato la sfida al Mulino Bianco della Barilla con la sua nuova linea di biscotti, Lapo Civiletti resta in ombra, a causa della netta prevalenza di Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.

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