Dea Capital al massimo storico: 1,43 euro nell'avvio in rosso della settimana di Borsa

Il torinese Paolo Ceretti,
amministratore delegato Dea Capital
E' tinto di rosso l'inizio della nuova settimana borsistica. Non per tutte le quotate piemontesi, ma quasi. Soltanto nove, infatti, hanno chiuso la seduta odierna con il segno positivo. Una, in particolare, facendo segnare addirittura il suo nuovo primato storico. Si tratta di Dea Capital, la società del gruppo novarese De Agostini, controllato dalla famiglia Boroli-Drago. L'ultimo prezzo dell'azione Dea Capital è stato di 1,43 euro, il più alto almeno degli ultimi cinque anni. La vetta è stata conquista grazie all'incremento dell'1,56% ottenuto oggi, 9 dicembre.
Le altre piemontesi che hanno avuto rialzi, rispetto a venerdì scorso, sono Astm (+1,39%) e Sias (+1,67%) entrambe del gruppo Gavio; Bim (+0,85%), Centrale del Latte d'Italia (+2,95%), Conafi (+0,98%), Cover50 (+0,52%), Guala Closures (+1,09%) e Pininfarina (+1,48%).
Al contrario, ha fatto registrare il suo nuovo record negativo la torinese Ki Group, il cui prezzo è sceso al minimo storico di 0,74 euro a causa dell'ulteriore ribasso del 2,63%. Ancora di più, comunque, ha perso l'altra società presieduta da Daniela Santanchè, cioè Visibilia Editore (-15,32%).
Tra i maggiori ribassi odierni del listino piemontese si segnalano quello di Tinexta (-2,44%), ma anche di tutte le otto blue chip subalpine: Buzzi Unicem (-1,85%), Diasorin (-1,45%), Exor (-1,47%), Fca (-0,86%), Intesa Sanpaolo (-0,71%), Juventus (-0,47%) e Ubi Banca (-1,73%).
L'indice Fste Mib è arretrato dello 0,97%, tornando così sotto i 23.000 punti, chiudendo per la precisione a 22.957 punti.

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