Borsa: le subalpine d'oro Diasorin e Reply sempre in ribasso nell'ultima settimana

Due delle più belle “rose” del “giardino” borsistico piemontese – Diasorin e Reply – hanno perso qualche “petalo”, nella settimana appena passata. Entrambe, infatti, hanno avuto cali di valore in tutte le cinque sedute di negoziazioni. Così che l'ultimo prezzo dell'azione Diasorin è stato di 116 euro, inferiore del 6,3% a quello del venerdì precedente. A sua volta, il titolo Reply ha chiuso a 69 euro, il 4,63% in meno rispetto a sette giorni prima.
Incomincia così la rubrica dedicata alle quotate piemontesi pubblicata oggi, 15 dicembre, dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera.
“Va subito aggiunto, però – continua il Corriere Torino - che le quotazioni sia di Diasorin che di Reply, una coppia d'oro, hanno raggiunto i rispettivi massimi storici poco tempo fa: 124 euro, la blue chip di Saluggia controllata e guidata da Gustavo Denegri e Carlo Rosa (il 5 dicembre) e 72,40 la società torinese dei Rizzante (il 26 novembre). I loro ribassi dei giorni scorsi, pertanto, sono giustificabili con le prese di beneficio, cioè con la decisione di investitori di vendere azioni per incassare le ricche plusvalenze ottenute”.
D'altra parte, esattamente un anno fa, il titolo Diasorin valeva ancora 70 euro e 41 quello di Reply. Rispetto ad allora, il valore di Diasorin è aumentato di quasi il 66% e di oltre il 40% la quotazione di Reply. Incrementi che pochissime altre quotate in Piazza Affari possono vantare. Anche perché l'andamento generale non è stato così favorevole: l'indice Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali società della Borsa di Milano, è tornato sopra i 23.000 punti, ma questo livello segna solamente un recupero, non una conquista.
Non per nulla, ancora nell'ultima settimana due terzi del listino subalpino hanno evidenziato confronti negativi. In particolare, Ki Group ha subito ribassi in tutte le cinque giornate, come la matricola Matica Fintec. Questa ha terminato con il prezzo di 1,922 euro, comunque superiore ai 1,81 euro dell'esordio, l'11 novembre; mentre Ki Group, venerdì, è scesa a 0,70 euro, il suo nuovo minimo di sempre.
A proposito di new entry, non è stato fortunato lo sbarco della Sanlorenzo, la società degli yacht di super lusso controllata e pilotata dal torinese Massimo Perotti: il primo giorno, martedì scorso, ha chiuso a 16 euro, prezzo d'avvio e nei tre successivi ha avuto altrettanti ribassi, concludendo così a 15,28 euro.
Tra le piemontesi che hanno subito ribassi nell'ultima settimana spiccano anche le blue chip Buzzi Unicem (da 22,69 a 22,51 euro), Exor (da 69,22 a 68,78 euro), Italgas (da 5,47 a 5,436 euro), Juventus (da 1,288 a 1,254) e Ubi Banca (da 2,948 a 2,947 euro).
Invece, hanno avuto rialzi Astm (da 27,40 a 27,68 euro), Bim (da 0,118 a 1185), Centrale del Latte d'Italia (da 2,37 a 2,42), Cofide (da 0,536 a 0,544), Dea Capital (da 1,408 a 1,414), Fca (da 13,262 a 13,326), Intesa Sanpaolo, che ha la torinese Compagnia di San Paolo come principale azionista (da 2,3135 a 2,328), Pattern (da 4,00 a 4,09), Prima Industrie (da 16,38 a 17,14) e Sias (da 14,95 a 15,17 euro).