Boom frodi creditizie con furto d'identità Il Piemonte al sesto posto in Italia

Le frodi creditizie mediante furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui, per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano a crescere e ad avere un peso rilevante sull’industria del credito, in particolare sul credito al consumo. A questo riguardo, l’aggiornamento relativo al primo semestre 2019 dell’Osservatorio Crif sulle frodi creditizie segnala quasi 16.700 casi, con una crescita del 36,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 (a titolo di paragone, le rapine in banca sono meno di 300 l’anno).
Al contempo, l’importo medio riscontrato risulta pari a 4.662 euro euro, in flessione del 21,4%, a confermare come i malintenzionati si stiano orientando su importi sempre più modesti rispetto al passato. Relativamente alla sola prima metà dell’anno il danno stimato supera complessivamente i 77 milioni di euro.
In Italia il furto di identità è un fenomeno sempre più diffuso, che coinvolge persone e aziende. Mentre ampie fasce di popolazione si stanno velocemente aprendo al mondo digitale, organizzazioni criminali si stanno specializzando sulle frodi online” commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif.
La vulnerabilità alle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è accresciuta anche dal fatto che, sul web, spesso vengono pubblicati dati anagrafici e identificativi, come il codice fiscale, o i recapiti personali, come l’email o il numero di cellulare.
L’incremento dei casi rilevati nella prima metà dell’anno è assolutamente impressionante, ma dovrebbe preoccupare ancor di più considerando che, tipicamente, il picco si registra proprio in questo periodo di feste e shopping natalizio, quando il livello di attenzione è più basso.
Rubini aggiunge: “Per difenderci dai ladri, possiamo dotare le nostre abitazioni di un cancello o installare un allarme, ma per ridurre il rischio di subire una frode creditizia dobbiamo essere noi ad attivarci per proteggere adeguatamente i nostri dati, per esempio attivando un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito o sistemi che avvisano se i nostri dati vengono utilizzati per chiedere un prestito o se stanno circolando sul web”.
La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (64,9%) sono uomini. Rispetto al primo semestre 2018 la distribuzione dei casi per genere vede una diminuzione delle donne (-4,3%). Osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, invece, si inverte la tendenza evidenziata nella prima metà dell’anno scorso: il maggior incremento dei casi è quello della fascia dei 8-30enni (+23,2%) e dei 31-40enni (+6,4%) mentre diminuiscono i 51-60enni (-11,0%) e gli over 60 (-15,7%).
La ripartizione delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia, seguite da Piemonte e Puglia. Si tratta delle stesse regioni che anche nel primo semestre 2018 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica, anche se la Lombardia ha sorpassato la Campania.
Coerentemente con quanto rilevato nel 2018, anche nel primo semestre 2019 l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (30,5% dei casi totali). Al secondo posto, in aumento dello 0,7%, si piazza la categoria auto-moto (che arriva al 13,7%), seguita dagli articoli di arredamento (con il 7,9%).
Da sottolineare come continuino ad aumentare i casi che hanno come oggetto articoli di abbigliamento e prodotti di lusso che arrivano al 6,9%, in seguito alla crescita del 55,3%; nonché quelle per prodotti di elettronica-informatica-telefonia (al 7,6%), con un +29,6%, e quelle per trattamenti estetici/medici (+8,8% anche se si fermano al 6,0% del totale).
Il prestito finalizzato continua a essere la tipologia di prodotto maggiormente coinvolto nei casi di frode (con il 52,4% del totale), seppur in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al contempo, raddoppiano i casi di frode che interessano le carte di credito, che arrivano a rappresentare oltre un quarto del totale dei casi registrati nel periodo (il 25,8%, per la precisione). L’11% dei casi, infine, interessa i prestiti personali in virtù di un incremento del +55,1% rispetto al primo semestre del 2018.
Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento nel primo semestre 2019, la fascia compresa tra i 1.500 e 3.000 euro rappresenta il 23,4% del totale dei casi (in crescita del 12,1% rispetto al primo semestre del 2018), mentre calano di quasi il 40% i casi di frode con importi tra i 3.000 e 5.000 euro. Si registra. Invece, un incremento di oltre il 10% dei casi con importo tra i 5 e 10.000 euro.
Sempre di più, i tempi di scoperta sono caratterizzati principalmente da due macro categorie: da un lato quasi il 56% dei casi viene scoperto entro sei mesi, dall’altro lato continuano a emergere casi di frode messi in atto 3 o 4 e addirittura 5 anni prima (con un aumento del 30% rispetto al primo semestre 2018).
Come negli anni precedenti, emerge l’utilizzo della carta di identità come documento identificativo principale (oltre l’80% del campione). Nello specifico, circa il 2% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta oppure valida ma non riconducibile al soggetto. Un altro dato interessante riguarda l’utilizzo del codice fiscale: nello 0,2% dei casi risulta inesistente, quindi mai rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Nel caso delle patenti, circa lo 0,6% risultano inesistenti mentre per i passaporti i casi di documento inesistente rappresentano lo 0,4%.