Prima Industrie, calo di ricavi e profitti

Rallentamento Prima Industrie. Il gruppo di Collegno, leader nel settore ad alta tecnologia dei sistemi laser e di lavorazione della lamiera e di componenti elettronici per applicazioni industriali, nei primi nove mesi di quest'anno ha realizzato un fatturato consolidato di 306,951 milioni (-3,6% rispetto allo stesso periodo 2018), un margine operativo lordo di 28,450 milioni (29,431 nel gennaio-settembre dell'anno scorso) e un utile netto di 4,021 milioni a fronte dei 14,442 milioni precedenti. L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre è risultato di 116,011 milioni, rispetto ai 94,797 alla stessa data dell'anno scorso. “L'incremento del debito è stato causato dall'aumento del capitale circolante, di cui si prevede un significativo rientro nei prossimi mesi” ha comunicato la società presieduta da Gianfranco Carbonato.
Il portafoglio ordini consolidato (non inclusivo dell’after-sale service) al 30 settembre ammonta a 153,4 milioni di euro mentre era di 188,0 milioni esattamente dodici mesi prima.
Il presidente esecutivo, Gianfranco Carbonato, ha commentato: “I nove mesi trascorsi sono stati contrassegnati da un significativo rallentamento del mercato dei beni strumentali, che ha riflesso l’andamento ciclico del business in cui opera la società. Autorevoli ricerche esterne di settore evidenziano che l’attuale fase congiunturale, iniziata già a metà del 2018, dovrebbe mostrare segnali di ripresa a partire dalla metà del prossimo anno. In questo contesto il Gruppo sta comunque implementando importanti misure di contenimento dei costi e di recupero dell’efficienza, tese a dare risultati a partire dall’ultimo trimestre dell’esercizio in corso e soprattutto nel medio termine, senza peraltro pregiudicare i propri piani di sviluppo ed investimento”.
L'azione Prima Industrie ha chiuso la settimana borsistica a 13,84 euro, valore comunque superiore alle due settimane precedenti.

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