Depositi bancari per oltre 1.563 miliardi aumentati di quasi 90 miliardi in un anno

In Italia, i depositi bancari (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) alla fine di ottobre sono risultati pari a 1.563,4 miliardi, oltre 89 miliardi di euro in più rispetto a un anno prima (+6,1%), e, per la prima volta da oltre sette anni, si registra un aumento della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per circa 1,5 miliardi in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (+0,6%). La raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) è aumentata del +5,3% a 1.806,9 miliardi.
Lo ha anticipato l'Abi, l'associazione nazionale delle banche, aggiungendo che, a fine ottobre, il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è pari in Italia a 0,59%, (0,60% nel mese precedente). In particolare, il tasso praticato sui depositi è risultato pari a 0,37%, come nel mese precedente, il tasso sui pronti contro termine che si colloca a 1,45% (1,47% alla fine di settembre) e il rendimento delle obbligazioni in essere è pari al 2,24% (2,32% precedente).
Quanto ai prestiti, l'Abi ha riferito che i prestiti a famiglie e imprese registrano una lieve crescita (+0,1% su base annua). Questa variazione è conseguente all'aumento dei prestiti alle famiglie (l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra l'incremento del 2,3% su base annua), mentre i prestiti alle imprese sono diminuiti dell'1% su base annua, a seguito della riduzione della domanda di finanziamenti, nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente infimi.
Infatti, a ottobre, i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento si attestano sui minimi storici: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,40% (1,44% a fine settembre 2019 e 5,72% a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,30% (1,26% il mese precedente e 5,48% a fine 2007); il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,52%, invariato e 6,18% prima della crisi, a fine 2007.
Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a settembre si sono attestate a 29,3 miliardi, in calo rispetto ai 40,2 miliardi di settembre 2018 (-27,3%) e ai 66 miliardi di settembre 2017 (-55,6%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 59 miliardi (-67,1%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,69% a settembre, mentre era 2,34% a settembre 2018, 3,83% a settembre 2017 e 4,89% a novembre 2015.

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