Borsa: Fca 8 rialzi consecutivi e +24,5% ritirata la M&C di Carlo De Benedetti

Venerdì scorso, l'indice Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali quotate a Piazza Affari e la gran parte della sua capitalizzazione, ha chiuso a 23.534 punti, il 2,6% in più rispetto a sette giorni prima. Non solo: l'ultimo è stato il sesto rialzo consecutivo.
“Performance superata, però, dall'azione Fca, che di aumenti consecutivi ne ha registrati otto, a partire dal 9,53% del 30 ottobre” ha scritto il Corriere Torino, nella consueta rubrica domenicale dedicata alle quotate del Nord Ovest, pubblicata oggi 10 novembre.
“Il giorno prima – ha precisato il Corriere Torino - il titolo Fca valeva 11,75, venerdì il suo prezzo finale è stato di 14,634 euro. Dall'inizio dell'ascesa ha guadagnato il 24,5%. Grazie all'accordo sul progetto di fusione tra il gruppo automobilistico presieduto da John Elkann e quello francese di Psa, guidato dal portoghese Carlos Tavares, che alcuni considerano un Ronaldo delle quattroruote”.
Con Fca altre 20 quotate piemontesi hanno evidenziato un rialzo nella settimana borsistica appena passata, al termine della quale il listino subalpino è risultato privo di una sua società. Infatti, è uscita da Piazza Affari, la M&C di Carlo De Benedetti. Un'avventura finita male, ingloriosamente.
E male sta andando un'altra torinese, la Ki Group presieduta dalla cuneese Daniela Santanchè. Il prezzo dell'azione Ki Group è crollato a 0,78 euro (nuovo minimo storico), mentre ancora un anno fa valeva 1,23 e tre anni fa 2,77 euro. La capitalizzazione di Ki Group è di poco più di 4,5 milioni. Fra l'altro, la società che opera nel settore dei prodotti biologici e naturali, attraverso le sue controllate, ha appena perso un altro consigliere di amministrazione (Davide Mantegazza si è dimesso) e ha in corso una lite giudiziaria con l'azionista Idea Team.
Le altre piemontesi che hanno navigato contro corrente, nella settimana passata, sono Astm (il suo prezzo è sceso da 29,92 a 28,94 euro) e la sua controllata Sias (da 16,54 a 15,89). Borgosesia (da 0,498 a 0,494), Centrale del Latte d'Italia (da 2,55 a 2,53), Iren (da 2,744 a 2,74), Italia Independent (da 1,74 a 1,69), Pininfarina (da 1,768 a 1,756), Tinexta (da 13 a 12,34) e Juventus (da 1,4235 a 1,403 euro). I conti in rosso e le prospettive economiche non rosee della società bianconera non incentivano gli investitori, come le prestazioni della squadra finora non hanno convinto i tifosi.
Ed ecco i prezzi finali delle quotate piemontesi che hanno avuto un rialzo rispetto al venerdì precedente: Autogrill 9,20 euro (8,84 sette giorni prima), Bim 0,1235 (0,1125), Basicnet 5,15 (4,94), Buzzi Unicem 21,90 (21,89), Cdr Advance Capital 0,50 (0,49), Cofide 0,4735 (0,4495), Conafi 0,317 (0,315), Cover50 9,40 (9,35), Dea Capital 1,39 (1,356), Diasorin 104,60 (101,10), Exor 70,64 (69,46), Fidia 4,00 (3,985), Guala Closures 6,76 (6,54), Intesa Sanpaolo 2,343 (2,273), Italgas 5,896 (5,788), Pattern 3,80 (3,60), Prima Industrie 13,84 (13,24), Reply 60,70 (59,10), Ubi Banca 2,75 (2,733), Visibilia Editore 0,292 (0,290).

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