Artigianato, prima frenata dell'emorragia In Piemonte le imprese tornate 116.000

Giorgio Felici, presidente Confartigianato Piemonte
Nel terzo trimestre, l'emorragia dell'artigianato si è fermata. In Piemonte, le mini imprese attive al 30 settembre sono risultate 116.071, numero superiore a quello del 30 giugno. Da tempo il settore non faceva registrare un saldo positivo, sia pure modesto (l'aumento è stato di 153 unità, differenza tra le 1.689 imprese artigiane nate dal primo giorno di giugno all'ultimo di settembre e le 1.536 che hanno chiuso definitivamente i battenti nello periodo).
“Il fenomeno si deve non alla crescita della natalità, ancora calata; ma alla diminuzione della mortalità delle aziende” ha commentato L'Economia del Nord Ovest, il supplemento del Corriere Torino pubblicato ogni lunedì.
Comunque, a fronte di quattro province piemontesi che hanno chiuso il terzo trimestre con il segno più (Torino, Vercelli, Asti e Cuneo), tre l'hanno terminato in rosso (Alessandria, Biella e Verbania) e una, Novara, in parità.
Ecco, provincia per provincia, il numero delle imprese artigiane nate nel terzo trimestre e, tra parentesi,il numero di quelle che hanno chiuso definitivamente i battenti: Torino 979 (798), Vercelli 58 (50), Asti 82 (72), Cuneo 216 (201), Novara 128 (128), Verbania 44 (53), Biella 48 (62), Alessandria 140 (172).
In tutta l'Italia, dall'inizio di giugno alla fine di settembre, sono state 17.583 le imprese che hanno avviato l'attività e 16.208 quelle che l'hanno cessata. Il saldo è positivo per 1.375 unità, così che al 30 settembre sono risultate 1.300.024 le imprese artigiane operative, delle quali 116.071 in Piemonte, la quarta regione ne conta di più: è superata solo da Emilia-Romagna (126.307), Veneto (126.538) e Lombardia (243.930).
A comunicarlo sono state Unioncamere e Infocamere.

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