Tre premi al Politecnico star all'Eni Award "Pizzolato giovane ricercatore dell'anno"


Politecnico di Torino star all'Eni Award, il prestigioso premio che, istituito nel 2007, ha lo scopo di promuovere un migliore utilizzo delle fonti energetiche e stimolare le nuove generazioni di ricercatori nel loro lavoro. Quest’anno il Politecnico ha raccolto importanti riconoscimenti: tre premi sui dieci assegnati riguardano progetti di ricerca che coinvolgono l’Ateneo torinese guidato da Guido Saracco.
Infatti, il premio Giovane Ricercatore dell’Anno è stato assegnato ad Alberto Pizzolato, ricercatore del Dipartimento di Energia di Polito, per le sue attività di ricerca, che ha introdotto l’intelligenza artificiale in campo energetico. Inoltre, A Madina Mohamed Mahmmod Mohamed, che svolgerà un dottorato in Energetica, nell’ambito dell’attività della Piattaforma Energia del Politecnico, grazie a una borsa di studio Eni Award – è andato il Premio Giovani Talenti dall’Africa per la sua ricerca per il trattamento delle acque reflue.
Infine, il Riconoscimento all’innovazione Eni, riservato ai progetti all’avanguardia sviluppati nei laboratori Eni, va a “La Culla dell’Energia: Inertial Sea Wave Energy Converter 2.0”, progetto sviluppato in collaborazione con il gruppo di ricerca della professoressa Giuliana Mattiazzo del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale del Politecnico.
I premi sono stati consegnati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Alberto Pizzolato, che lavora nel gruppo del professor Vittorio Verda, ha ideato e sviluppato metodi computazionali innovativi per la generazione di dispositivi energetici ad alte performance, basso costo ed elevata durabilità. Dispositivi che sono ottenuti grazie a speciali algoritmi, che li rendono capaci di auto-evolvere in architetture complesse ed efficienti, con una libertà evolutiva paragonabile a quella dei sistemi naturali più complessi ed efficient,i come possono essere i polmoni, i fiocchi di neve e i delta dei fiumi. Un approccio che, unito alla stampa 3D, dà origine a un nuovo metodo per convertire velocemente tecnologie energetiche promettenti in prodotti competitivi.
La ricerca di Madina Mohamed Mahmmod Mohamed, invece, propone un trattamento avanzato per le acque reflue, in modo da poterle riutilizzare per l’ottenimento di acqua potabile. L’utilizzo delle tecnologie a membrana nell’industria petrolifera e del gas per il trattamento delle acque reflue è un importante passo in avanti in termini di sostenibilità ambientale. Nello suo studio, si individua una nuova membrana per osmosi diretta a film sottile nanocomposito, che viene fabbricata mediante polimerizzazione interfacciale e modificata con diverse proporzioni di nano-filler di nanotubi di carbonio ossidato e foglietti nanometrici di ossido di grafene. Come effetto diretto, si possono ottenere flussi d’acqua diversi esenti da sali con proprietà antivegetative e antimicrobiche.
E, infine, La Culla dell’Energia: Inertial Sea Wave Energy Converter 2.0 è stata premiata per la sua soluzione tecnologica: la ricerca utilizza il mare come risorsa per la produzione di energia elettrica dalle grandi potenzialità per soddisfare il fabbisogno energetico del futuro. Si tratta di una struttura galleggiante, ormeggiata al fondale marino, al cui interno è installato un gruppo giroscopico che converte il moto ondoso in energia elettrica.
Si tratta di un risultato importante e soddisfacente per il nostro Ateneo, tre premi su dieci ci coinvolgono, in misure diverse, direttamente: un nostro studente di dottorato, una futura studentessa sempre di dottorato, e i partecipanti a un team misto di lavoro – ha commentato il rettore Guido Saracco - Ricercatori che perseguono i loro studi in ambito energetico toccando aspetti differenti: dall’intelligenza artificiale, a materiali nanocompositi per la depurazione delle acque, fino a far dell’acqua una vera e propria fonte rinnovabile di energia”.
Energia e acqua, economia circolare, digitalizzazione dei processi e intelligenza artificiale sono temi cruciali della transizione energetica verso una società post Carbon, che convergono perfettamente con le traiettorie strategiche di ricerca di Ateneo. La partnership con Eni, sempre più solida, ci consente di crescere insieme per un impatto ancora più profondo sull’evoluzione della società” ha aggiunto Stefano Corgnati, vice rettore del Politecnico per la Ricerca.

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