Torino resta la più cassintegrata d'Italia Oltre 13,5 milioni di ore nei primi 9 mesi

Gianni Cortese
Segretario generale Uil Piemonte
I dati relativi alle richieste di cassa integrazione nei primi nove mesi di quest'anno confermano lo stato di sofferenza del tessuto produttivo piemontese. La regione continua a perdere colpi e il capoluogo, in particolare, si colloca, con l’intera area metropolitana agli ultimi posti per ricchezza prodotta nel confronto tra le principali realtà del centro-nord. Se a ciò aggiungiamo il crollo degli investimenti pubblici, che si ripercuotono anche nell’erogazione di servizi ai cittadini, sarebbe quanto mai necessario pensare a una forte e continuata iniziativa di tutte le forze del territorio per dare vita a un piano di rilancio regionale, in grado di dare prospettive, valorizzando sia le tradizionali competenze ed eccellenze esistenti, sia le nuove vocazioni. L’accordo di fusione, di queste ore, tra Fca e Psa, andrà valutato attentamente per sfruttare le potenzialità insite e scongiurare rischi occupazionali per gli stabilimenti italiani”.
E' il commento di Gianni Cortese, Segretario generale della Uil piemontese, a corredo del comunicato sull'andamento della cassa integrazione. Che, in Piemonte, in settembre, è stata di 2.506.275 ore, il 229,3% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso (+60,7% la Cig ordinaria, +378,8% la straordinaria e-100% la Cassa in deroga, ormai estinta). In tutta l'Italia, sono state 17.194.330 ore di cassa integrazione (+51,9%).
L’andamento nelle province piemontesi, nel confronto tra settembre 2019 e 2018, è stato il seguente: Novara +3.527,4%, Biella +1.607%, Cuneo +593,2%, Asti +370,4%, Verbania +254,4%, Torino +187,7%, Alessandria -50,9%, Vercelli -60,7%.
Il raffronto tra i primi nove mesi del 2019 e del 2018 evidenzia che le ore di cassa integrazione sono diminuite dello 0,2% in Piemonte (-4,8% l'ordinaria, +4,1% la straordinaria, -83,5% la Cassa in deroga) mentre a livello nazionale sono aumentate del 16,3%. Il Piemonte è al secondo posto in Italia per ore richieste, dopo la Lombardia. Nello stesso periodo, le province piemontesi hanno fatto registrare il seguente andamento: Biella +246%, Torino +23,5%, Novara +23,4%, Alessandria -12,8%, Vercelli -20,9%, Asti -57,9%, Cuneo -61,9%, Verbania -73,7%.
Torino, con 13.578.338 ore richieste, si conferma di gran lunga la città più cassaintegrata d’Italia, acuendo la distanza rispetto a Roma (11.578.800) e Napoli (9.831.123).
Nei primi nove mesi dell’anno, la media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 13.202, in diminuzione di 20 unità rispetto all’analogo periodo del 2018.

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