La Gedi ambita da Carlo De Benedetti chiude in rosso i conti dei primi 9 mesi

Carlo De Benedetti con i tre figli
Prima di comunicare i risultati di gennaio-settembre 2019, la Gedi Gruppo Editoriale, società che pubblica, fra l'altro, la Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX e l'Espresso, ha riferito: “In relazione alle valutazioni espresse dall’ing. De Benedetti nella sua intervista al Corriere della Sera circa l’andamento del Gruppo, il Consiglio di Amministrazione desidera precisare che, pur riconoscendo le difficoltà con le quali si confronta, derivanti dalla perdurante sofferenza del settore della carta stampata che incide sui risultati di tutti gli editori, il Gruppo Gedi mantiene una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro, l’investimento e lo sviluppo e creare valore sostenibile, con consapevolezza della rilevanza e delicatezza del mestiere e della funzione che svolge nel Paese, senso di responsabilità, rispetto e sostegno per il lavoro svolto dal management, dai direttori delle testate e da tutte le donne e gli uomini che in esso orgogliosamente operano”.
Poi, il Consiglio della Gedi, controllata dalla Cir (Fratelli De Benedetti, figli di Carlo) e partecipata dalla Exor guidata da John Elkann, ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2019 presentati dall’amministratore delegato Laura Cioli.
Nei primi nove mesi, i ricavi consolidati, pari a 441,5 milioni, hanno registrato una flessione del 6,0% rispetto ai primi nove mesi del 2018. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12,0% del fatturato consolidato (14,8% sul brand Repubblica) e i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno raggiunto a fine settembre 2019 i 126 mila abbonati. I ricavi diffusionali, pari a 205,2 milioni, sono diminuiti del 4,8% in un mercato che ha registrato una riduzione dell’8,2% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento. I ricavi pubblicitari, pari a 206,4 milioni, sono risultati in calo del 7,0%.
I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 5,2% rispetto ai primi nove mesi del 2018; sono diminuiti sia quelli del personale (-6,2%) che gli altri costi (-4,5%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti della ristrutturazione relativa alla redazione de la Repubblica (avviata operativamente nel mese di marzo) e della chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa (da aprile).
Il margine operativo lordo rettificato ammonta a 35,9 milioni. Il risultato netto consolidato registra una perdita di 18,3 milioni, recependo gli effetti della cessione di Persidera (-16,9 milioni) e oneri per ristrutturazioni con impatto sul risultato netto pari a 3,7 milioni. Al netto di tali effetti, il risultato netto consolidato è positivo per 2,2 milioni a fronte dei 7,8 milioni dei i primi nove mesi del 2018.
L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019, prima dell’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 16, ammonta a 118,4 milioni, in aumento rispetto ai 103,2 milioni di fine 2018 principalmente per effetto di 25,6 milioni di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso.
I dipendenti del Gruppo sono diventati 2.241, cioè 118 in meno rispetto al 31 dicembre 2018.

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