Ecco quanto vale Iren per l'economia, l'ambiente, l'occupazione e gli azionisti

Renato Boero, presidente di Iren
Iren è la venticinquesima industria italiana per ricavi (nel 2018), genera un contributo di 2,5 miliardi di euro al pil nazionale e, grazie alla propria attività, consente 28.000 posti di lavoro nel Paese. Questi sono alcuni dei principali dati emersi dalla ricerca “Il ruolo di Iren come motore di innovazione e crescita sostenibile in Italia”, realizzata da The European House – Ambrosetti, che
ha applicato a Iren il proprio modello, cosiddetto dei “4 capitali” – (economico, ambientale, cognitivo e sociale), di misurazione e valutazione multidimensionale del valore creato da un’impresa e il suo contributo allo sviluppo del territorio e del Paese.
Nel 2018, con il fatturato di 4 miliardi, Iren è appunto venticinquesima tra tutte le aziende del comparto industriale italiano, sesta nel proprio settore di riferimento e tra tra i comparable, con un tasso di crescita dei ricavi dell’8,6% tra il 2014 e il 2018 rispetto a una media del +1% del settore. Nello stesso periodo ha fatto investimenti per 1,6 miliardi (+ 71%) e ne prevede per altri 3,3 miliardi entro il 2024, di cui 350 milioni in digitalizzazione come fattore abilitante per erogare servizi innovativi, sicuri ed efficienti.
Nell’ambito dell’innovazione, Iren offre servizi volti al miglioramento degli spazi urbani e alla creazione di città smart e sostenibili, focalizzando i propri investimenti sulla rigenerazione urbana attraverso la riqualificazione di edifici e l’efficientamento dell’illuminazione pubblica, sull’evoluzione nei modelli e nelle scelte di consumo attraverso il new downstream (prodotti e servizi per efficientare i consumi e far progredire i comportamenti degli utenti) e sulla mobilità elettrica e la relativa infrastruttura abilitante. Interventi che generano un impatto diretto, in termini di minori consumi energetici, pari a un risparmio annuo di circa 1.000 euro a famiglia per la riqualificazione energetica degli edifici e di circa 980 euro per la razionalizzazione dei consumi domestici.
Anche la crescita del titolo Iren in Borsa ha generato valore economico per le amministrazioni territoriali che rappresentano i maggiori azionisti del Gruppo alla luce di un incremento del 128% tra il 2014 e il 2018. A ciò si aggiungono i dividendi distribuiti ai Comuni azionisti: 213 milioni di euro cumulati nel periodo 2014-2018, cresciuti in modo costante nel periodo.
Sul fronte del capitale ambientale, il Gruppo genera l’87% del totale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e assimilate, una quota superiore rispetto alla media delle aziende comparable (57%) e a quella del Paese (35%). Grazie al teleriscaldamento, in cui è il primo operatore nazionale, ha evitato nel 2018 l’emissione di 1 milione di tonnellate di CO2.
Iren investe inoltre in importanti progetti di efficientamento energetico ed è attore di rilevanza sistemica anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, settore nel quale ha raggiunto una quota di raccolta differenziata (64,3%) superiore alla media italiana (55,5%) e in costante crescita.
Nel settore idrico, dove è il terzo operatore italiano, le perdite da rete idrica (34,8%) sono inferiori di 13 punti percentuali rispetto alla media del Paese (48%). Tra il 2012 e il 2019 Iren ha ampliato del 20,3% la rete fognaria gestita e del 24,1% gli impianti di acque reflue; inoltre, prevede di ridurre le perdite di rete idrica a livelli inferiori al 30% entro il 2024.
La crescita della raccolta differenziata, gli interventi nel servizio idrico integrato, l’estensione della tariffazione puntuale, l’incremento del recupero di materia attraverso impianti che trasformano il rifiuto in un nuovo prodotto finito e la valorizzazione energetica di rifiuti non recuperabili, attraverso l’allacciamento dei termovalorizzatori alle reti di teleriscaldamento cittadine sono i pilastri della visione di economia circolare che è uno dei paradigmi della crescita del Gruppo nei prossimi anni.
Iren prevede 2 miliardi di euro di investimenti in progetti sostenibili al 2024. Crescita economica e crescita sostenibile vengono coniugate anche attraverso l’emissione di Green Bond per complessivi 1,5 miliardi negli ultimi 3 anni, pari al 19% delle emissioni delle società italiane quotate.
Con riferimento al contributo alla crescita del capitale cognitivo, Iren attiva filiere di Ricerca e Sviluppo su scala internazionale, che coinvolgono un totale di 375 partner per progetti di ricerca provenienti da 31 Paesi consentendo di importare nel nostro Paese know-how, competenze e conoscenza, al diretto servizio di cittadini, imprese e territori.
Con l’iniziativa IrenUp, Iren si afferma inoltre come uno dei principali finanziatori di Venture Capital italiani, stanziando 20 milioni di euro in tre anni, il 10% del totale dei fondi di Corporate Venture Capital erogati in Italia.
Iren investe in maniera significativa anche in attività di formazione, sia interna, sia esterna all’azienda. Internamente, nel periodo 2016-2018, sono cresciute del 35% le ore di formazione erogate ai dipendenti, coinvolgendo il 95% del totale. Sul fronte esterno, negli ultimi tre anni sono stati coinvolti all’interno del progetto EduIren oltre 260mila persone dei territori di riferimento.
Infine, Iren contribuisce al capitale sociale dei territori in cui opera innanzitutto sotto il profilo occupazionale in quanto è un employer sempre più rilevante con circa 7.000 dipendenti a fine 2018 (già cresciuti a 8.100 ad agosto 2019) e una crescita degli occupati del 56% tra il 2014 e il 2018 a fronte delle progressive aggregazioni societarie e delle nuove assunzioni avviate nel periodo.
A questo impatto occupazionale diretto si aggiungono gli occupati indiretti e indotti, sostenuti da Iren attraverso l’attivazione delle filiere di fornitura e subfornitura e l’effetto sui consumi: per ogni persona occupata da Iren si attivano tre ulteriori posti di lavoro nell’economia per un totale di circa 28.000 occupati tra effetto diretto, indiretto e indotto.

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