Oltre 14.000 i lavoratori piemontesi in Cig A Torino il primato nazionale negativo


I dati relativi alle richieste di Cassa integrazione, nei primi sette mesi dell’anno, confermano le difficoltà del Piemonte e, in particolare, del suo capoluogo. Torino si colloca al primo posto, in Italia, davanti a Roma e Napoli, con 11.549.211 ore richieste e un incremento del 17% sul 2018. La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, la recessione in Germania e le conseguenze sull’export, i problemi legati alla Brexit, i nodi da sciogliere con l’ormai prossima legge di bilancio, non lasciano per nulla tranquilli e richiedono una fase nuova di confronto con il prossimo Governo, per discutere, sulla base della piattaforma unitaria già presentata al precedente, le misure utili a tutelare i lavoratori dipendenti e i pensionati italiani”.
E' quanto dichiarato da Gianni Cortese, Segretario generale della Uil Piemonte, a commento dei dati relativi alla Cig in Piemonte dall'inizio di gennaio alla fine di luglio, quando il Servizio politiche attive e passive del lavoro della Uil nazionale ha registrato richieste per 16.746.890 ore di cassa integrazione, in discesa del 4% rispetto all’analogo periodo del 2018 (-4% ordinaria, -4% straordinaria, -69,5% deroga).A livello nazionale, nello stesso periodo, sono state autorizzate 163.013.587 ore, con un incremento del 18,1%.
Nei primi sette mesi dell’anno, la media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 14.073, in diminuzione di 587 unità rispetto al periodo gennaio-luglio 2018.
In Piemonte, la variazione percentuale delle ore di cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra primi sette mesi del 2019 e del 2018, è stata la seguente: Industria +3%, Edilizia -46,4%, Artigianato -53%, Commercio -43,9%, per un totale di -4%.
In particolare, a luglio, in Piemonte, sono state richieste 2.025.845 ore di cassa integrazione, il 10,3% rispetto al mese precedente (+84,9% ordinaria, -35,4% straordinaria, -100% deroga). Le variazioni provinciali sono le seguenti: Biella +663,3%, Verbania +139,3%, Cuneo +43,8%, Torino +38,4%, Alessandria -2,5%, Vercelli -27%, Asti -79,9%, Novara -95,3%.

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