La leva degli Its per la mancanza di tecnici

Le stime di Confindustria, considerando anche un incremento di circa il 15% per l’effetto di quota 100, raccontano che, nei prossimi tre anni, in Italia ci sarà bisogno di 193mila tecnici e diplomati superiori, ma i candidati non ci sono: un candidato su tre non è reperibile, affermano le statistiche Unioncamere. Solo nella meccanica, il fabbisogno sarà di 68mila nuovi posti di lavoro e altri 45mila nell’Ict: una difficile situazione per il tessuto sociale e per il sistema produttivo italiano, che dovranno affrontare, oltre agli alti e bassi dell’economia, un limite alla crescita per carenza di risorse umane. E senza contare il fabbisogno di formazione del capitale umano già presente nelle imprese.
Un rilevante contributo alla soluzione di questo tema cruciale può arrivare dagli Its, diplomi biennali post secondaria superiore, un segmento dell’istruzione terziaria non accademica.
Gli Istituti tecnici superiori lavorano a stretto contatto con le aziende e rappresentano la connessione tra giovani che scelgono di intraprendere un percorso specifico di specializzazione tecnica e il mondo produttivo. La progettazione di questa offerta formativa deriva dalle esigenze reali di imprese e i territori.
Secondo il presidente della Fondazione Its Meccatronica e Aerospazio, Stefano Serra, “dobbiamo investire su scuole professionali e Its, che stanno crescendo al ritmo del 30% l’anno, ma non ancora abbastanza per l’enorme gap che ci separa da altri Stati europei. La sfida è rilanciare il collegamento tra studenti e aziende, se si vuole superare il paradosso tutto italiano: il Piano Industria 4.0 ha acceso i riflettori sullo sviluppo e il potenziamento digitale dell’impresa, di prodotto e processo. Abbiamo nuovi macchinari, ma non le persone per farli funzionare. Per questo va potenziata l’istruzione terziaria professionalizzante nelle discipline “Stem” (Science, Technology, Engineering and Mathematics)”.
Gli Its, in Italia nati dieci anni fa, attraggono solo poco più di 10mila ragazzi l’anno, contro gli oltre 800mila della Germania. Per le loro caratteristiche, questi nuovi percorsi formativi offrono una prospettiva occupazionale molto elevata, che supera l’80% a dodici mesi. In Piemonte, nel settore meccatronico arrivano vicino al 100%.
Inoltre, dai percorsi dell’Its Meccatronica e Aerospazio si potrà accedere a corsi di laurea professionalizzante in “Tecnologia per l’Industria manifatturiera”, grazie al coordinamento con il Politecnico di Torino. “La Scuola Camerana – ha detto Serra - rappresenta il punto di riferimento avanzato delle moderne tecnologie di fabbrica, ruolo che lo vede partner dello stesso Politecnico di Torino, con cui si sta progettando la nuova formazione professionalizzante del Manufacturing Training e Competence Center di Tne. Per il prossimo anno è prevista un’offerta ancora più ricca, con nuove classi e nuove aule offerte dalla Città metropolitana, per rispondere alle necessità di spazio e strutture dedicate. Ci auguriamo di poter far partire sette corsi, due in più rispetto l’anno 2019/2020, tra cui Supply Chain e Logistica Industry 4.0, Sistemi e impianti di automazione industriale, Meccatronica per l’Aerospazio, Processi e Prodotti con sistemi CNC e progettazione tradizionale, Progettazione e produzione Additive, Informatica per Meccatronica 4.0 e sistemi IoT”.

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