Dopo le dimissioni del presidente Luzzati Centrale del Latte d'Italia a 2,52 euro

Luigi Luzzati
Dopo la notizia delle inattese e clamorose dimissioni di Luigi Luzzati, storico presidente e azionista della Centrale del Latte d'Italia, comunicata nella serata di ieri, 3 settembre, alcuni si aspettavano un crollo del titolo della società torinese, che, tra l'altro, era al minimo storico di 2,52 euro. Invece, stamattina l'azione Centrale del Latte d'Italia (Cli) ha avuto un progressivo rialzo e alle 14 quotava 2,56 euro. Poi, però, ha chiuso allo stesso prezzo di ieri, cioè a 2,52 euro. 
Dalla società, quotata dal 2001 al segmento Star di Borsa Italiana e oggi terzo player italiano del mercato del latte fresco e a lunga durata, con posizioni di leadership in Piemonte, Liguria, Toscana e Veneto, è stato sottolineato che le dimissioni del genovese Luigi Luzzati dalla carica di amministratore e presidente esecutivo, hanno “motivi strettamente personali”. Ed è stato aggiunto che Luigi Luzzati possiede 166.395 azioni Centrale del Latte d’Italia, che attribuiscono 332.457 diritti di voto avendo maturato sulle stesse il voto maggiorato.
Inoltre, è stato precisato che “a seguito della cessazione delle suddette cariche, non verranno erogate indennità o altri benefici aggiuntivi oltre al trattamento di fine mandato spettante e accantonato fino al 31 agosto scorso”.
Nel corso del Consiglio di amministrazione già previsto per giovedì 12 settembre 2019 per l’approvazione della relazione finanziaria semestrale ,verranno assunte le conseguenti deliberazioni di governance societaria.
Con 4 stabilimenti produttivi e circa 415 dipendenti, il Gruppo Centrale del Latte d’Italia produce e commercializza circa 120 prodotti, che vanno dal latte e suoi derivati agli yogurt e alle bevande vegetali che vengono distribuiti con i marchi TappoRosso, Mukki, Tigullio e Vicenza sui territori di riferimento attraverso oltre 16.000 punti vendita sia della grande distribuzione che del commercio tradizionale.

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