Borsa sopra 22.000 punti grazie a Draghi Le piemontesi che hanno cavalcato il Toro

Mario Draghi, presidente della Bce
“San” Mario Draghi. Grazie al presidente uscente della Bce (Banca centrale europea), oggi, 12 settembre, l'indice Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali società negoziate alla Borsa di Milano, è tornato sopra la soglia psicologica dei 22.000 punti, chiudendo esattamente a 22.083, lo 0,88% in più rispetto a ieri. Non solo. Sulla base degli annunci odierni di Draghi, a partire dalla ripresa degli acquisti di titoli di Stato (Quantitative easing), dal primo giorno di novembre e fino a quando sarà necessario “per rafforzare l'impatto accomodante dei tassi”, ribassati, lo spread è sceso addirittura dell'11,45% a 139 punti.
Naturalmente, però, non tutti i titoli ne hanno beneficiato. Comunque, le quotate piemontesi che, oggi, hanno incrementato i loro prezzi rispetto a ieri sono Astm (+1,98%), Bim (+2,67%), Buzzi Unicem (+0,30%), Cofide (+1,95%), Cover 50 (+0,52%), Dea Capital (+1,35%), Diasorin (+1,47%), Fca (+1,29%), Guala Closure (+0,32%), Intesa Sanpaolo (+0,69%), Iren (+1,49%), Italgas (+1,93%), Ki Group (+5,70%), Sias (+1,47%) e Ubi Banca (+1,56%).
Invece, le subalpine che hanno avuto i maggiori ribassi, nonostante Draghi, sono Pattern (-4,81%), Visibilia Editore (-4,55%), Tinexta (-3,83%), Cdr Advance Capital (-1,79%) e Prima Industrie (-1,72%).
In rosso hanno chiuso anche due blue chip piemontesi: Juventus (-0,52%) e Exor (-0,06%).

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