Ubi Banca: nei primi sei mesi meno utili ma anche meno crediti deteriorati

Ubi Banca, che ha la Fondazione Crc di Cuneo come maggiore azionista singolo, ha chiuso il primo semestre del 2019 con l’utile in calo, per effetto dell’inclusione dell’impatto negativo di 75 milioni netti derivanti dalla cessione di 900 milioni lordi di sofferenze. Così, nei primi sei mesi. l’utile al netto delle componenti non ricorrenti è stato di 183,4 milioni, rispetto ai 222,1 milioni del primo semestre 2018. L’utile netto contabile, invece, si attestato a 130,92 milioni, influenzato dall’accordo sindacale e e si raffronta con un utile netto di 208,87 milioni del corrispondente periodo dello scorso anno.
Dall'inizio di gennaio alla fine di giugno, Ubi Banca inoltre ha registrato proventi operativi pari a 1,83 miliardi, in leggera flessione rispetto agli 1,84 miliardi ottenuti nei primi sei mesi del 2018. In particolare, il margine di interesse ha registrato una flessione dell’1,1%, scendendo a 886,21 milioni.
Lo stock di crediti deteriorati a fine giugno era pari a 9 miliardi in termini lordi, in calo di 713,9 milioni di euro da fine 2018. L’incidenza sul totale dei crediti lordi si è ridotta al 9,97% (9,23% pro-forma per le cessioni di sofferenze del settore leasing già annunciate) dal 10,42% di inizio anno. In termini netti, gli stock di crediti deteriorati sono scesi a 5,31 miliardi dai 5,98 miliardi di fine 2018.

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