Top manager, la classifica per reputazione in luglio calo di Messina, Agnelli, Manley Primo si conferma Cairo e terzo Elkann

Urbano Cairo, presidente anche del Torino Calcio
Hanno perso posizioni Carlo Messina, Andrea Agnelli, Mike Manley, Elisabetta Ripa; Gabriele Galateri e Rodolfo De Benedetti; invece, ne hanno conquistate Catia Bastioli, Gian Maria Gros-Pietro e Lapo Civiletti. Questo il risultato che mostra la nuova classifica mensile della reputazione web dei cento top manager italiani, rispetto a quella di giugno, quando al primo posto spiccava Urbano Cairo e al terzo John Elkann.
Podio consolidato, perché anche in luglio Cairo è finito in testa ed Elkann si è visto riconoscere la medaglia di bronzo. Tra l'altro, entrambi con punteggi più alti dei precedenti: 77,77 i punti attribuiti a Cairo (74,38 in giugno) e 67,75 a John Elkann (66,38), il numero uno della grande famiglia degli eredi di Giovanni Agnelli.
La conferma di John Elkann, presidente di Fca e di Ferrari, oltre che della loro controllante Exor, holding della quale è anche amministratore delegato, si deve soprattutto alle manovre relative al gruppo automobilistico, partire con l'offerta di matrimonio a Renault e riprese dopo il clamoroso ritiro della stessa in seguito alle resistenze del governo francese di Macron.
Inossidabile, in vetta alla classifica, è rimasto Urbano Cairo, che ha nuovamente preceduto anche Francesco Starace, l'amministratore delegato di Enel (67,95 punti). Urbano Cairo, nato a Milano il 21 maggio 1957, ma considerato piemontese perché cresciuto nell'Alessandrino e, forse, perché da tanti anni presidente del Torino Calcio, è il numero uno di Rcs MediaGroup, che fra l'altro edita il Corriere della Sera, oltre che della Cairo Communication, leader dei periodici popolari e proprietaria de La7.
Carlo Messina, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, riconfermato in aprile al vertice operativo della principale banca italiana, che ha ancora la torinese Compagnia di San Paolo come primo azionista (il colossale fondo BlackRock è secondo con poco più del 5% del capitale, seguito dalla milanese Fondazione Cariplo) è diventato decimo con 56,12 punti, dopo essere stato sesto in giugno con 58,63 e settimo in maggio con 56,09 (però, era arrivato al quinto in marzo, quando aveva ottenuto 60,61 punti).
Un nuovo capitombolo l'ha fatto Andrea Agnelli, fra l'altro presidente della Juventus, sceso dal tredicesimo posto (54,01 punti) al diciannovesimo (53,41 punti), dopo che era stato ventunesimo in aprile, ventiquattresimo in marzo, dodicesimo in febbraio e, soprattutto settimo in gennaio, non solo per le prestazioni della squadra bianconera ma anche per i grandi rialzi della Juventus in Borsa, che, in quel mese, aveva visto la sua quotazione aumentare del 36,25% rispetto all'ultima seduta di dicembre.
Comunque, Andrea Agnelli, proprio per la popolarità derivante dalla presidenza della società bianconera, precede ancora Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, che è indietriaggiato di 11 posizioni, risultato trentaquattresimo con 49,56 punti mentre era ventitreesimo nel mese precedente, con 51,45 punti. Poco presente in Italia, dove resta ancora non molto noto, Manley paga anche la continua perdita di vendite e di quote nel nostro Paese, dove, in particolare, gli storici marchi Fiat e Alfa Romeo patiscono l'inadeguatezza delle rispettive gamme d'offerta.
Non solo: sull'arretramento ha certamente influito anche la decisione di Manley di vendere un bel pacco di sue azioni Fca proprio il giorno dopo l'annuncio della proposta alla Renault, scelta che avrebbe indispettito anche John Elkann.
Anche la torinese Elisabetta Ripa è calata in classifica, finendo trentanovesima con 48,34 punti, mentre era trentesima in giugno con 49,83 punti (in maggio era trentasettesima con 48,07 punti e in aprile trentaseiesima con 47,36). Elisabetta Ripa è amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio, quando era risultata quarantaduesima con 47,17 punti, a fronte di 46,23 di marzo.
In seguito all'arretramento, Elisabetta Ripa è stata scavalcata in classifica dalla novarese Catia Bastioli, presidente della quotata Terna e amministratore delegato di Novamont (in maggio ha ricevuto il dottorato in Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dall'Università di Bologna). Catia Bastioli, però, ha fatto un altro grande salto, salendo, con 50,96 punti, al posto numero 28, dal precedente 35 e dal sessantaduesimo di aprile (43,58 punti), quando era ancora dietro a calibri quali Gian Maria Gros-Pietro e Gabriele Galateri.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, comunque è risalito al posto numero 52 (45,96 punti), che già aveva in maggio, dal sessantunesimo di giugno (43,90 punti). Torinese, Gian Maria Gros-Pietro, rieletto presidente di Intesa Sanpaolo dall'ultima assemblea, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, in aprile era trentasettesimo (46,91 punti), quarantaquattresimo in marzo e trentottesimo del mese ancora precedente.
Gros-Pietro è tornato a precedere il piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, riconfermato al vertice del colosso assicurativo di Trieste. A Gabriele Galateri, Top Manager ha assegnato 44,15 punti, che valgono il posto numero 63, undici meno di giugno (45,41 punti). Galateri in maggio aveva ottenuto 47,78 punti, che lo avevano portato al trentottesimo posto, dal cinquantatreesimo di aprile e dai più alti ancora dei due mesi precedenti.
In luglio ha perso altre cinque posizioni Rodolfo De Benedetti, che ne aveva già perse sei il mese prima. Così è finito al posto numero 77 con 39,99 punti. Il primogenito di Carlo De Benedetti, leader del gruppo Cofide-Cir, controllato dalla holding Fratelli De Benedetti, già in aprile aveva già perso quattro posizioni rispetto a marzo, quando, invece, ne aveva guadagnate dieci.
Al contrario, di altre due posizioni è avanzato Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, la cui quotazione è stata di 36,87 punti, a fronte dei 36,81 punti di giugno, corrispondenti al posto numero 86. Nonostante le nuove acquisizioni e i brillanti risultati di bilancio del colosso dolciario nato ad Alba, Lapo Civiletti resta in ombra, a causa della netta prevalenza di Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.

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