Il Piemonte in Borsa vale 104 miliardi Ecco la capitalizzazione delle 32 quotate emersa dall'ultima seduta di luglio

Poco meno di 104 miliardi di euro: è il valore attribuito dalla Borsa di Milano, il 31 luglio, al listino “subalpino”, formato dalle 32 quotate che fanno riferimento al Piemonte, per diverse ragioni. Somma che per quasi il 66% (68,403 miliardi) si deve alle tre società con maggiore capitalizzazione: Intesa Sanpaolo (34,557 miliardi), Fca – Fiat Chrysler Automobiles (18,666 miliardi) e a Exor (15,160 miliardi), la holding degli eredi di Giovanni Agnelli, guidata da John Elkann, che ne è il presidente e l'amministratore delegato.
La graduatoria delle piemontesi per capitalizzazione a fine luglio, all'ombra del podio vede Diasorin, quarta con 5,820 miliardi, seguita, nell'ordine, da Italgas (4,623 miliardi), Sias (3,927 miliardi), Buzzi Unicem (3,587 miliardi), Astm (3,111 miliardi), Iren (3,032 miliardi) e Ubi Banca (2,679 miliardi), che chiude la top ten regionale.
Due le variazioni di posizione registrate nel mese fra le prime dieci: Astm (gruppo Gavio) ha guadagnato un posto, salendo all'ottavo, dove, a fine maggio, si trovava ancora Iren, partecipata dal Comune di Torino.
Undicesima è rimasta la novarese Autogrill, controllata dalla famiglia Benetton (2,420 miliardi il suo valore borsistico al 31 luglio), dodicesima la Reply della famiglia Rizzante (2,278 miliardi) e tredicesima la Juventus, controllata Exor, con 1,536 miliardi.
La Juventus, una delle otto blue chip locali, chiude il gruppo delle quotate piemontesi miliardarie. Infatti, l'immediata inseguitrice, Tinexta, guidata dai torinesi Enrico Salza (presidente) e Pier Andrea Chevallard (amministratore delegato e direttore generale) alla fine del mese scorso quotava 574,9 milioni di euro, che valgono il quattordicesimo posto, uno in più di Dea Capital (399 milioni), che fa capo alla novarese De Agostini della famiglia Boroli-Drago. Per un milione di euro, Dea Capital ha sorpassato, l'alessandrina Guala Closures (398 milioni), scesa così al sedicesimo posto.
Diciasettesima è rimasta Cofide (351 milioni), la holding del gruppo controllato dalla Fratelli De Benedetti, figli di Carlo; diciottesima Basicnet di Marco Boglione (276 milioni), diciannovesima Prima Industrie (160 milioni), il cui presidente operativo è Gianfranco Carbonato e ventesima Bim Banca Intermobiliare (80,2 milioni).
Apre la decina seguente Pininfarina, ventunesima con 74,9 milioni; alla cui ruota si è inserita Pattern, la nuova torinese approdata in Piazza Affari (48 milioni). Pattern ha preso il posto che era di Cover 50, diventata cosi ventitreesima (41,4 milioni). Seguono: Centrale del Latte d'Italia (36,5 milioni), la Fidia di Morfino (21,6 milioni), l'Italia Independent di Lapo Elkann (17,5 milioni), la M&C di Carlo De Benedetti, destinata a uscire dalla Borsa (14,6 milioni), la biellese Cdr Advance Capital (11,8 milioni) e la torinese Conafi (10,5 milioni), l'ultima regionale con capitalizzazione superiore ai dieci milioni di euro.
Chiudono la graduatoria piemontese di luglio: Borgosesia con 6,9 milioni, Ki Group con poco meno di sei milioni e Visibilia Editore con 0,8 milioni. Il fanalino di coda piemontese fa capo alla cuneese Daniela Santanchè, che ne è presiedente come di Ki Group.
Rispetto alla fine di giugno, il valore complessivo delle quotate piemontesi è aumentato di quasi 2,5 miliardi di euro. Quindici le società che hanno chiuso il mese con una capitalizzazione superiore alla precedente: Astm, Autogrill, Buzzi Unicem, Cover 50, Dea Capital, Diasorin, Exor, Fidia, Guala Closures, Intesa Sanpaolo, Iren, Juventus, Prima Industrie, Reply e Sias. Con lo stesso valore hanno finito Borgosesia e Centrale del Latte d'Italia.
In termini assoluti, la crescita maggiore di capitalizzazione è stata fatta registrare da Intesa Sanpaolo, il cui maggiore azionista singolo è la fondazione torinese Compagnia di San Paolo; infatti, a fine giugno il valore borsistico della banca guidata da Carlo Messina ammontava a 32,928 miliardi, 1,630 meno di 31 giorni dopo.

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