IL PIEMONTE CHE NON C'E'


Non si vede, non si sente, non c'è. Il Piemonte della politica è assente dalla scena nazionale, come è assente il Piemonte dell'imprenditoria. Sotto i riflettori della crisi di governo non compare alcun piemontese, non si sentono accenti piemontesi ai mille microfoni che raccolgono dichiarazioni sulle manovre in corso, sulla situazione nei partiti, sulle prospettive. Sulle passerelle televisive e sulle pagine nazionali dei giornali si vedono romani, lombardi, emiliani, toscani, veneti, campani e persino liguri. Ma nessun piemontese. Neppure "il Chiampa", che era stato votato per la presidenza della Repubblica. Neppure "la Chiara", che qualcuno voleva già a Roma poche settimane dopo il suo trionfo elettorale a Torino. E qualcuno ha notato qualche esponente della Grande Industria subalpina? Della Rappresentanza Imprenditoriale o del Sindacato?
Zero. Il Piemonte è fuori dal campo di gioco. Anzi, da un po', a livello nazionale, conta proprio nulla. Come se non esistesse. Questo è un altro dei suoi grandi problemi attuali: la mancanza di leader politici, imprenditoriali, intellettuali.

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