Banco Azzoaglio: utile più che triplicato

Ha più che triplicato l'utile netto, il Banco Azzoaglio, nel primo semestre di quest'anno. La banca dell'omonima famiglia di Ceva, infatti, presenta al 30 giugno un risultato netto di 1,467 milioni, 1,043 milioni in più rispetto alla stessa data del 2018. Così, fra l'altro, ha aumentato il patrimonio netto del 2,88% rispetto al 31 dicembre, portandolo a 59,759 milioni. E ha migliorato anche l'indice di solidità, dato che il suo Cet1 è salito al 12,40% dal 12,21% di fine dicembre 2018.
Il Banco Azzoaglio, controllato dagli eredi del fondatore e partecipato dalla Banca Passadore di Genova, della quale è, a sua volta, azionista, nei primi sei mesi ha aumentato anche la raccolta e gli impieghi, riducendo invece i rischi.
La raccolta globale è ammontata a 1,710 miliardi (+7,3% sul 31 dicembre 2018), costituita per 704,7 milioni dalla raccolta diretta e 1,006 miliardi dalla indiretta. I crediti verso la clientela sono pari a 511,9 milioni (+5%), dei quali 297,2 milioni rappresentati dai mutui. Le sofferenze nette sono calate del 3,51% a 5,8 milioni (1,14% dei crediti netti) e le inadempienze probabili sono diminuite del 4,32% a 13,9 milioni. Il totale dei crediti deteriorati netti al 30 giugno è di 21,718 milioni (-6,18%).
Il Banco Azzoaglio aveva chiuso il bilancio 2018 con l'utile netto di 647.000 euro. Conta 18 sportelli e circa 140 dipendenti. Il suo comitato esecutivo è formato da Francesco Azzoaglio (presidente), Enrica e Simone Azzoaglio, Mauro Catani e Gian Paolo Garello. Neo direttore generale, dal 18 luglio scorso, è Carlo Giuseppe Ramondetti.

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