Banca d'Alba con il turbo e Cet1 al 14%

Tino Cornaglia, presidente di Banca d'Alba (56.881 soci)
Banca d'Alba con il turbo nel primo semestre di quest'anno: ha quasi triplicato l'utile netto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Infatti, ha dichiaro profitti per 14,004 milioni a fronte dei 5,296 del gennaio-giugno 2018. Oltre alla redditività e il patrimonio netto (292,463 milioni al 30 giugno dai 288,809 alla stessa data precedente) l'istituto albese presieduto da Tino Cornaglia, ha aumentato anche i volumi operativi, ammontati a 9,525 miliardi (9,213); in particolare la raccolta diretta è salita a 3,981 miliardi (3,917), l'indiretta a 2,614 (2,399)e i finanziamenti alla clientela sono cresciuti a 2,931 miliardi dai 2,897 precedenti.
E' cresciuto ancora pure il numero dei soci, risultati 56.8881 a fine giugno, 1.041 in più rispetto al 31 dicembre 2018 (+1,9%). Dieci anni fa erano 30.370.
Nei primi sei mesi, Banca d'Alba ha migliorato, fra l'altro, l'indice di solidità patrimoniale (il Cet1 è salito al 14%) e i rapporti relativi ai finanziamenti alla clientela: le sofferenze nette sono scese all'1,1% dei crediti (dall'1,2%), le inadempienze probabili al 2,6% (dal 3%) e i crediti deteriorati netti al 39,9% (dal 4,4%).
Al vertice della Banca d'Alba, che ha 73 filiali (numero finora sempre cresciuto) e 463 dipendenti, con Tino Cornaglia, confermato dall'ultima assemblea come il suo vice Pierpaolo Stra, si trova il direttore generale Riccardo Corino, affiancato dai vice Elvio Curo ed Enzo Cazzullo. Tino Cornaglia, nato ad Alba nel 1958, laurea in Farmacia a Torino, è presidente anche di Unifarma.

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