Ancora in aumento le imprese di stranieri in provincia di Torino sono salite all'11,9% nel Cuneese la loro quota più bassa: 6,1%

E' la provincia di Torino a presentare, in Piemonte, la maggiore densità di aziende di imprenditori stranieri, oltre che, naturalmente, il numero assoluto più alto. Mentre è quella di Cuneo la provincia piemontese con il minor tasso di imprenditoria straniera. Questa è la fotografia scattata il 30 giugno scorso da Unioncamere-Infocamere e appena pubblicata, con l'osservazione che anche nel secondo trimestre di quest'anno è risultato positivo il saldo regionale tra le imprese di stranieri nate (1.516) e quelle che hanno cessato l'attività (862) nel periodo. Così la quota delle imprese di stranieri in Piemonte è salita al 10,3%, essendo infatti 44.090 delle 429.367 attive in regione.
In particolare, in provincia di Torino, al 30 giugno sono risultate 26.103 le imprese di stranieri registrate alla Camera di commercio (11,9% di tutte quelle in attività), nel Novarese 3.413 (11,4%), nell'Astigiano 2.369 (10,1%), nell'Alessandrino 4.261 (10%), nel Vercellese 1.611 (10%), nel Biellese 1.102 (6,3%) e nel Cuneese 4.126 (6,1%).
In termini assoluti, Torino è la terza provincia con più imprese di stranieri in Italia, preceduta soltanto da Milano (57.190) e Roma (69.304). Quarta è Napoli con 24.705 e quinta Firenze con 18.205. Quanto alle regioni, il Piemonte è settimo per quantità e ottavo per quota.
In tutta l'Italia, è di stranieri un'impresa su dieci. Alla fine di giugno, sono state censite 609.929 imprese di stranieri, ancora 6.784 in più rispetto al 31 marzo, grazie a una crescita (+1,1% rispetto al trimestre precedente), il doppio della media delle imprese nello stesso periodo (+0,5%).
Le imprese guidate da stranieri si concentrano soprattutto nel commercio, nei lavori di costruzione e nella ristorazione e, in otto regioni su 20, rappresentano oltre il 10% delle operative. Il 40% di queste imprese si concentra nelle grandi province.
L’analisi delle sole imprese individuali (oltre 470.000, il 77,1% del totale, per le quali è possibile associare il titolare al Paese di nascita) mostra che le componenti più consistenti sono quella marocchina, cinese e romena, attive in prevalenza nel settore commerciale (le prime due) e nelle costruzioni (i romeni). Mentre le due comunità più numerose (marocchina e cinese) sono distribuite in modo diffuso su tutto il territorio nazionale, per altre nazionalità si assiste a veri e propri fenomeni di clusterizzazione territoriale.
E’ il caso di Milano, dove ha sede la più corposa comunità di imprenditori egiziani (il 43,5% del totale), di Roma, ormai area di elezione dei capitani d’azienda provenienti dal Bangladesh (più del 40% delle imprese bengalesi è all’ombra del Cupolone) e di Napoli, dove ha sede il 20,5% di tutte le imprese guidate da persone originarie del Pakistan.

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