Startup innovative, Torino fa la locomotiva in Piemonte adesso sono diventate 552

Giorgia Garola, presidente Giovani Imprenditori
Confindustria Piemonte
Al termine del primo semestre 2019 , in Piemonte sono risultate 552 le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Rispetto al 31 marzo sono diventate 58 in più. Da allora, perciò, sono aumentate del 7,6%, tasso quasi doppio all'incremento nazionale, che è stato del 3,48%, corrispondente a 351 imprese (in tutta l'Italia, al 30 giugno, Infocamere e Unioncamere hanno contato 10.426 startup innovative, definendo tali le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica previsti dalla normativa nazionale).
In particolare, la provincia di Torino a fine giugno aveva 338 startup innovative (322 al 31 marzo e 318 al 31 dicembre scorso), numero che la colloca al quarto posto nella graduatoria italiana e unica piemontese fra le prime 20 a livello nazionale. Tra le ultime 20, invece, si trovano le province di Verbania con nove startup innovative, Asti con sei, come Vercelli.
Nella graduatoria delle regioni, il Piemonte è sesto, ancora lontano dalla Campania, quinta con 818 startup innovative. L'accelerazione della provincia di Torino non basta. Il ritardo di altre province rappresenta un freno alla rincorsa regionale.
Comunque, tra le 361mila società di capitali costituite in Italia negli ultimi cinque anni e ancora attive, il 2,88% risultava registrata come startup innovativa alla data della rilevazione, dato in aumento rispetto al 2,82% registrato tre mesi fa. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente dalle startup risulta in aumento rispetto al trimestre precedente (+3,7% ) attestandosi ora a quota 546,4 milioni di euro; il capitale medio è pari a 52.411 euro a impresa. P
Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 73,1% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione di software e consulenza informatica, 34,6%; attività di R&S 13,7%; attività dei servizi d’informazione 9,2%), il 18,1% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, 3,2%; e fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 2,9%;), mentre il 3,5% opera nel commercio.
In alcuni settori, l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali appare rilevante. È una startup innovativa l'8,1% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 5%. In particolare, è una startup innovativa il 35,3% delle nuove aziende che fabbricano computer, il 36,2% di quelle che producono software e addirittura il 68,2% di quelle che fanno ricerca e sviluppo.
Guardando alla composizione delle compagini sociali, le startup innovative con una prevalenza femminile – ossia, in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne – sono 1.412, il 13,5% del totale; comunque, le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 4.499, il 43,2% del totale.
Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.014, il 19,3% del totale. Si tratta di un dato di oltre tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (16,1%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: queste rappresentano il 43,5% delle startup (4.536 in tutto), contro il 34,2% delle altre imprese.
Le startup innovative con una compagine sociale a prevalenza straniera sono 347, il 3,3% del totale, una quota inferiore a quella osservata tra le altre nuove società di capitali (8,6%). Per contro, le startup innovative in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 13,7% (1.424), proporzione più simile a quella riscontrata tra le società di capitali (14,7%).
Analizzando la distribuzione geografica, emerge che la Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 2.656, pari al 25,5% del totale nazionale. Seguono il Lazio, unica altra regione a superare quota mille (1.156 e quota dell11,1%) e l’Emilia-Romagna (903, 8,7% del totale nazionale). Al quarto posto si trova il Veneto, con 890 startup (8,5%), seguito dalla Campania, di gran lunga la prima regione del Mezzogiorno con 818 (7,9%).
In sesta posizione figura il Piemonte con 552 startup innovative e la quota del 5,29%.
In coda sono la Basilicata con 111, il Molise con 75 e la Valle d’Aosta con 22.
Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: a metà 2019 erano 1.860, il 17,8% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota 1.000 (1.012 startup, 10% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top five, comunque, figurano, nell’ordine: Napoli (380, 3,6%), Torino (338, 3,2%) e Bologna (322, 3,1%). La top-10 è completata da Padova, Bari, Bergamo, Salerno e Trento, appaiata con Verona.
A fine marzo, le startup innovative impiegavano 14.371 persone, 1.073 in più rispetto a dicembre 2018 (+8,07%). Ne consegue un significativo incremento del numero medio degli addetti per startup innovativa, oggi pari a 3,7, contro i 3,1 registrati solo tre mesi prima. Sempre a fine marzo, i soci delle startup innovative superano quota 45.000 (46.565), ben 1.833 in più rispetto al trimestre precedente (+4,1%). È ipotizzabile che i soci siano coinvolti direttamente nell’attività d’impresa. Pertanto, il numero complessivo di soci e addetti coinvolti nelle startup raggiunge quota 59.103. Nel primo trimestre dell’anno in corso la forza lavoro è aumentata di 4.345 unità, mentre l’incremento anno su anno è di 10.138 unità (+20,7%).

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