Riciclaggio e finanziamento del terrorismo dal Piemonte 6.341 segnalazioni (+2,9%)

Continuano ad aumentare, in modo significativo, le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse alla Uif , l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, che ha funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, principalmente attraverso le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori; ne effettua l’analisi finanziaria, utilizzando l’insieme delle fonti e dei poteri di cui dispone e ne valuta la rilevanza ai fini dell’invio ai competenti Organi investigativi e giudiziari, per l’eventuale sviluppo dell’azione di repressione.
Nel 2018, le segnalazioni sono state complessivamente 98.030, circa 4.200 in più rispetto a quelle del 2017 (+4,5%). L’andamento del primo semestre di quest’anno conferma il perdurare di rilevanti ritmi di crescita. I positivi risultati del sistema, anche in termini di qualità della collaborazione, appaiono confermati dalle oltre 35.000 segnalazioni oggetto di approfondimento investigativo da parte della Guardia di Finanza e dalle circa 1.500 confluite in indagini della Direzione Investigativa Antimafia.
Delle oltre 98.000 segnalazioni 6.341 sono arrivate dal Piemonte, che ne ha inviate il 2,9% in più rispetto al 2017. La quota del Piemonte è risultata pari al 6,5% del totale nazionale e inferiore soltanto a quelle di Emilia-Romagna (7%), Veneto (8,4%), Lazio (9,7%), Campania (12,4%) e Lombardia (19,8%).
Le segnalazioni pervenute nel 2018 hanno riguardato operazioni eseguite per un valore di 71 miliardi di euro, contro i 69 dell’anno precedente. Tenendo conto anche della componente di operazioni sospette solo prospettate e non eseguite, il valore complessivo del flusso dell’anno si attesta a 90 miliardi di euro, rispetto agli 83 del 2017.
Banche e Poste hanno prodotto oltre il 72% delle segnalazioni con una riduzione della quota rispetto allo scorso anno, dovuta prevalentemente all’incremento dell’apporto di altri operatori e in particolare degli intermediari finanziari diversi dalle banche (+20,9%). Tra essi il contributo più significativo è da ascrivere agli istituti di pagamento, agli istituti di moneta elettronica e ai punti di contatto di intermediari europei.
I prestatori di servizi di gioco, in particolare online, hanno pressoché raddoppiato il proprio contributo (da 2.600 a oltre 5.000 segnalazioni). Anche a causa dell’esaurimento degli effetti della voluntary disclosure, risultano in diminuzione le segnalazioni delle fiduciarie e di tutte le categorie di professionisti, fatta eccezione per i notai, che continuano a mantenere la collaborazione su livelli numericamente significativi e in crescita (4.345 segnalazioni).
Per i dottori commercialisti, l’impegno del Consiglio Nazionale per realizzare un sistema di tramitazione che garantisca l’anonimato del segnalante non ha finora portato ai risultati sperati (le segnalazioni si sono ridotte da 361 a 319). In diminuzione, inoltre, risulta il già contenuto apporto delle società di revisione (da 26 a 13). Invece si è avuto un forte incremento del numero delle segnalazioni (circa 7.900) da parte dei money transfert, specie di maggiore dimensione, con una rilevantissima crescita del complesso delle operazioni in esse riportate (oltre 115 mila).
L’attenzione viene posta, oltre che al riciclaggio dei proventi del reato, alle operazioni finalizzate a creare le disponibilità necessarie a realizzarlo. Nel 2018, alcuni filoni di analisi, avviati negli anni precedenti, hanno registrato ulteriori, rilevanti sviluppi investigativi. Sono venute alla luce nuove reti di relazioni soggettive e finanziarie tra professionisti, imprenditori e nominativi legati, a diverso titolo, alla gestione della cosa pubblica, che di fatto avrebbero per anni condizionato il regolare svolgimento di procedimenti amministrativi e, perfino, giudiziari.
L’esame di tali fattispecie, se da un lato ha fornito una ulteriore dimostrazione della difficile riconducibilità del fenomeno corruttivo a condotte finanziarie tipiche, dall’altro ha consentito di focalizzare l’attenzione su alcuni fattori ricorrenti, utili a tracciare potenziali percorsi di analisi e a individuare strumenti e profili comportamentali esposti a maggior rischio. È stato osservato il ricorso a prestazioni di consulenza rese da società o professionisti collegati a persone politicamente esposte, al solo scopo di fornire giustificazione e copertura a indebite elargizioni di denaro a favore di queste ultime.
Frequente è risultato anche l’utilizzo anomalo di carte di pagamento per l’acquisto di beni e servizi destinati a soggetti, titolari di funzioni pubbliche, diversi dai formali intestatari delle carte stesse. Sono proseguite le analisi connesse a talune iniziative di investimento di ingenti risorse di enti previdenziali, che hanno posto in luce possibili relazioni corruttive tra esponenti di tali enti e società a cui era affidata la gestione delle risorse o professionisti che svolgevano attività di consulenza. Anche nel 2018 sono state analizzate numerose segnalazioni relative a violazioni di natura fiscale, a ulteriore conferma della forte esposizione del Paese ai rischi di evasione degli obblighi tributari. La pericolosità del fenomeno deriva, oltre che dalla sua diffusione, dal fatto che le operazioni elusive ben si prestano a divenire elementi di disegni criminosi più articolati, moltiplicando così la portata del danno arrecato alla società.
Le segnalazioni riferibili a tale tipologia si sono attestate, in termini percentuali, a circa il 20% del totale, in calo rispetto al 2017 (24%). La diminuzione è da attribuire alla conclusione delle fasi esecutive della voluntary disclosure i cui termini di adesione si sono sostanzialmente chiusi nel 2019. Al netto della voluntary disclosure, in termini assoluti, le segnalazioni classificate nella tipologia fiscale sono risultate in aumento, superando quota 17.000.
Circa il 72% dei casi emersi in tale area di rischio è stato ricondotto a schemi operativi consolidati, caratterizzati da giri di fondi tra persone fisiche e giuridiche collegate, possibili false fatturazioni, transiti su rapporti personali di operatività apparentemente di natura commerciale, prelevamenti di denaro contante da rapporti aziendali. L’analisi integrata delle informazioni disponibili ha confermato frequenti connessioni con contesti di criminalità organizzata ovvero con fenomeni di usura, estorsione, corruzione.
Sono state osservate anche operazioni di accollo di debiti tributari da parte di imprese che dichiaravano di aver maturato posizioni creditorie nei confronti del fisco anche per importi considerevoli e presumibilmente fittizie. Sotto un profilo economico, l’impresa originaria debitrice accetta che il pagamento dei propri debiti tributari possa essere eseguito da un soggetto terzo al quale fornisce solo una parte della liquidità che sarebbe necessaria per l’estinzione del debito tributario.
L’impresa accollante, al fine di estinguere il debito di cui si è fatta carico, lo compensa con propri crediti nei confronti del fisco; in tal modo, da un lato acquisisce definitivamente i fondi ricevuti dall’impresa accollata, mentre dall’altro lato ottiene una immediata riscossione del proprio credito vantato nei confronti del fisco. Tale prassi continua a essere praticata, associata spesso a comportamenti fraudolenti, anche con il supporto di professionisti e consulenti del settore fiscale, connessi all’utilizzo di crediti inesistenti.
Nonostante l’arretramento dello Stato Islamico sul piano militare e il ridimensionamento dei suoi obiettivi di controllo territoriale, la percezione della minaccia terroristica nel nostro Paese rimane elevata e si è tradotta in un costante aumento del numero di segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo, che hanno superato per la prima volta le mille unità; di queste, oltre 450 sono state ritenute di interesse investigativo da parte della Guardia di Finanza. Le operazioni segnalate sono costituite per circa il 60% da prelievi e versamenti di contante e invii e ricezioni di rimesse tramite circuiti di money transfer.

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