Nel Torinese calo del 4% delle Cooperative che però occupano circa 46.000 addetti


Giancarlo Gonella, presidente
Legacoop Piemonte
La Camera di commercio di Torino, Legacoop Piemonte e Confcooperative Piemonte Nord hanno presentato i dati 2018 sulla nati-mortalità delle imprese cooperative torinesi e i risultati di un’indagine sul clima di fiducia nel 2019.
Al 31 dicembre scorso, si contavano 1.389 cooperative attive in provincia di Torino, in calo del 4% rispetto al 2017. Insieme hanno generato, complessivamente, produzione di valore pari a 2,5 miliardi di euro e impiegato 45.940 addetti. È il settore dei servizi a imprese e persone a far convergere il maggior numero di aziende (il 69,4%), il più alto valore della produzione (60%) e di addetti (ben il 92%).
Pur rappresentando solo una piccola parte del tessuto imprenditoriale torinese (lo 0,7%), il mondo della cooperazione manifesta una maggiore longevità rispetto alle altre forme giuridiche: il 17% si è iscritto nei registri camerali prima del 1990, a fronte del 12,2% del resto del tessuto imprenditoriale. Non solo: le cooperative mostrano anche una maggiore capacità di sopravvivenza. A cinque anni sono ancora attive l’80,4% delle cooperative avviate, contro il 60,7% medio del complesso delle imprese torinesi.
Guardando la dimensione, il 33,7% delle cooperative ha almeno 10 addetti (la media provinciale si ferma al 4,4%). Più ridotto, invece, il numero delle microimprese, che rappresentano solo il 66,2% del totale, rispetto all’universo torinese che ne conta oltre il 95,6%.
Quanto ai settori di attività, appunto, è il terziario a essere protagonista del mondo cooperativo: il 44,3% delle imprese è impegnato nei servizi alle imprese e il 25,1% nei servizi alle persone. Seguono l’edilizia (9,4%) e l’industria manifatturiera (6,8%). Rispetto al 2017, risultano in calo quasi tutti i settori, compresi i servizi di alloggio e ristorazione, che l’anno scorso avevano registrato un deciso aumento. Resistono i servizi alle persone (+0,6%) mentre l’agricoltura cresce del +2,7%.
Buona la presenza di imprese femminili, con il 25% delle cooperative totali, mentre il 6,1% è costituito da cooperative straniere e il 4,9% da giovanili. Rispetto al 2017 tutte le componenti subiscono un calo, compresa quella straniera che, a differenza di quanto registrato dall’intero tessuto imprenditoriale torinese, diminuisce del 16%; più contenuta invece la riduzione delle cooperative femminili, con un -2,8% e delle giovanili (–13 unità).
Legacoop Piemonte e Confcooperative Piemonte Nord raccolgono, insieme, 658 cooperative. Di queste 603 hanno sede legale in provincia di Torino e realizzano 1,5 miliardi di euro di valore di produzione (il 60% del totale) e impiegano 24.830 addetti (il 54%).
Dopo tre anni di sostanziale stabilità, il 2018 si chiude con una contrazione del numero di cooperative torinesi, un universo che continua, comunque, a contraddistinguersi per longevità e capacità di sopravvivenza superiori alla media del resto delle imprese” ha detto Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino. E ha aggiunto: “Le cooperative si concentrano nell’ambito dei servizi, dove è impiegato oltre il 92% degli addetti: si tratta dunque di un mondo capace di offrire risposte sia dal punto di vista occupazionale, grazie a formule di partecipazione e di autoimpiego, sia dal punto dei bisogni emergenti del mercato, spesso in sostituzione del welfare pubblico”.
Secondo Giancarlo Gonella, presidente di Legacoop Piemonte: “L’analisi dei dati riporta la fotografia degli effetti dei grandi cambiamenti che hanno caratterizzato il territorio negli ultimi dieci anni, a partire dalla grave crisi economica che ha colpito il nostro Paese. In un contesto di forti trasformazioni sociali, economiche, politiche, istituzionali e digitali, i risultati evidenziano, nonostante le criticità, la grande capacità della cooperazione, rispetto alle altre forme di impresa, di guardare verso nuovi mercati e trovare soluzioni adatte a preservare il valore prodotto, tutelare e continuare a qualificare il lavoro dei propri soci per garantire il futuro della cooperativa alle generazioni successive”.
Gianni Gallo, presidente di Confcooperative Piemonte Nord, ha così commentato: “I risultati di tenuta complessiva del sistema sono ancor più confortanti se letti alla luce di novità molto positive sul coinvolgimento sui temi dell’innovazione sia sociale che tecnologica. É da questa strada che passerà il futuro di molta imprenditoria del nostro Paese, a partire da quello della cooperazione”.

Nessun commento: