Moto e scooter vendite in ripresa a giugno


Il caldo di giugno ha riportato un po' di sereno tra i concessionari di moto e scooter, anche in Piemonte, dove la pioggia e il freddo di maggio hanno rallentato notevolmente le vendite.
A livello nazionale, nel mese scorso, le nuove immatricolazioni di moto e scooter, con cilindrata superiore a 50 cc, sono state 28.363 unità (+2,9% rispetto allo stesso mese 2018): Tale risultato è frutto di una stabilità delle moto, che totalizzano 10.839 unità (+0,7%), mentre le vendite di scooter, sono state 17.524 (+4,3%). I “cinquantini” perdono volumi, con 2.318 vendite e un -3,7%. Rappresenta poco più del 13% del totale venduto dell’anno.
Nel primo semestre, in tutta l'Italia, sono stati immatricolati 138.780 veicoli a due ruote (+6,4%), di cui 75.719 scooter (+5%), mentre le moto sono risultate 63.061 unità (+8,2%). Sempre nei primi sei mesi dell'anno, i ciclomotori (moto e scooter 50 cc) si attestano a 9.572 registrazioni, con un decremento del -2,6%.
In totale, dall'inizio di gennaio al 30 giugno 2019, sono state pertanto 148.350 le due ruote a motore (moto e scooter immatricolati più veicoli 50 cc), vendute in Italia con una crescita pari al +5,8% rispetto al primo semestre del 2018.
In Piemonte, in maggio, le nuove immatricolazioni di due ruote motorizzate in regione sono diminuite dell'8,8% rispetto allo stesso mese 2018, quando, con il tempo più favorevole, erano state poche meno di 2.000. Comunque, a livello nazionale, il calo è risultato ancora maggiore (-10,6%), dato che l'Ancma ha contato 28.597 nuove immatricolazioni: in particolare, 12.551 moto (-5,2%) e 16.028 scooter (-14,4%). Le vendite dei cinquantini sono state 1.829 (-13,7%).
"Il quadro economico e politico – sottolinea Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) - presenta molti elementi di incertezza e questo non aiuta i consumi. Fino ad oggi il settore è stato in controtendenza, fornendo un contributo positivo e sostenendo una domanda adeguata alla voglia di moto. Auspichiamo che le proposte di Confindustria Ancma di riforma del Codice della Strada arrivino in porto, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, anche attraverso infrastrutture dedicate. Allo stesso tempo ci aspettiamo che gli incentivi per i veicoli elettrici possano esprimere una potenzialità di crescita che certamente esiste. Tale processo necessita un contemporaneo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e un programma di incentivi strutturali anche per i prossimi anni”.

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