Gli obiettivi Azzoaglio per il nuovo Banco dati al neo direttore generale Ramondetti

Inizia per il Banco Azzoaglio una nuova fase” è il primo commento di Francesco, Erica e Simone Azzoaglio dopo la nomina di Carlo Ramondetti a direttore generale della banca cuneese di Ceva che fa capo, da sempre, alla loro famiglia. “Al nuovo direttore generale, infatti, affidiamo il compito di realizzare un progetto di revisione strategica del Banco nel rispetto delle tradizioni” hanno detto gli eredi del fondatore, aggiungendo che “la nostra banca dovrà essere più efficiente e diventare sempre più la banca di riferimento delle realtà socio economiche del territorio in cui opera da tanti anni”.
Hanno continuato: “ Ruolo determinante dovrà avere l’automazione. Grazie alla digitalizzazione, la nostra banca vuole diventare ed essere percepita innovativa e moderna. Il Banco dovrà aprirsi a nuovi mercati e a nuovi territori. Siamo certi che Carlo Ramondetti, che ha dimostrato nel suo passato professionale di avere visione strategica, determinazione e capacità riorganizzativa, saprà condurre il Banco con successo in questo ambizioso cammino”.
Carlo Ramondetti, neo dg
Banco Azzoaglio 
Carlo Ramondetti proviene dalla Banca Alpi Marittime, della quale è stato direttore generale per quasi 12 anni (gli è appena subentrato Piero Biagi). Precedentemente, Carlo Ramondetti è stato direttore generale di Confindustria Cuneo e, prima ancora, responsabile della pianificazione strategica della Bre Banca Regionale Europea (Ubi Banca), per circa otto anni.
Obbiettivo del manager cuneese. di grande e provata esperienza – ha comunicato l'Azzoaglio - sarà quello di saper ben coniugare la presenza territoriale del Banco nelle tradizionali aree di competenza, con l’apertura a nuovi mercati e territori, anche grazie ad un processo di digitalizzazione e innovazione. La famiglia Azzoaglio, azionista di riferimento dell’istituto, che quest’anno compie 140 anni di vita, sarà a fianco al nuovo direttore generale nel perseguire il progetto industriale che ne segnerà il cambiamento”.
Nella stessa nota si legge che “Giancarlo Fasano, direttore uscente, continuerà, con altro ruolo, la sua attività nella banca: a lui va un apprezzamento per aver saputo guidare il Banco in questi ultimi anni”.
Il Banco Azzoaglio ha chiuso il bilancio 2018 con l'utile netto di 647.000 euro. Alla fine dell'anno appena passato, aveva masse amministrate per conto della clientela pari a 1,589 miliardi (in particolare, la raccolta diretta ammontava a 645,9 milioni e l'indiretta a 943,1) e impieghi alla clientela pari a 487,655 miliardi, di cui il 58,94% come mutui. Le sofferenze nette sono calate all'1,24% dei crediti dal 2,95% di fine dicembre 2017.
Il patrimonio netto del Banco Azzoaglio, che conta 137 dipendenti, al 31 dicembre 2018 è risultato di 58,088 milioni e il Cet1 al 12,29%, a fronte del 4,5% richiesto. Nel suo portafoglio figurano partecipazioni in Yarpa, nella Banca Patrimoni Sella & C e nella Banca Passadore di Genova, la quale, a sua volta, possiede una quota dell'Azzoaglio.
Il Banco, il cui comitato esecutivo è formato da Francesco Azzoaglio (presidente), Enrica e Simone Azzoaglio, Mauro Catani e Gian Paolo Garello, ha approvato, il 29 marzo 2019, il nuovo Piano Industriale 2019-2021 tenendo conto delle prevedibili evoluzioni di mercato, dell’importanza della trasformazione tecnologica e delle risorse umane.

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