Dalla Getty Foundation 200.000 dollari per salvaguardare Torino Esposizioni

Keeping it modern” è il programma della Getty Foundation, che si pone come obiettivo la scelta e il finanziamento di progetti di conservazione di edifici e strutture che abbiano le potenzialità per diventare modelli di recupero per l’architettura del XX secolo, con metodi e tecniche innovativi. A guadagnarsi un “grant” da 200mila dollari è stato il lavoro che vede impegnati ricercatori italiani, europei e statunitensi, guidati dal Politecnico di Torino e coordinati da Rosario Ceravolo, docente del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica.
Il progetto comprende fra gli altri Iuav di Venezia, University of Miami, Buzzi-Unicem e si svolge di concerto con la Città di Torino, la Scr. Piemonte, stazione unica appaltante incaricata di gestire gli interventi sull'opera finanziati con i residui fondi olimpici e la Pier Luigi Nervi Project, associazione presieduta da Marco Nervi, che, dal 2008, si occupa della tutela delle opere dell’ingegnere. Si analizza, a più livelli, un edificio iconico e complesso come Torino Esposizioni, che, con i suoi particolari saloni firmati da Pier Luigi Nervi, è entrato, da quest’anno, nella lista delle 60 opere architettoniche che sono considerate dalla Getty Foundation come icona del XX secolo nel mondo.
Il progetto elaborato dal team di ricercatori mette in campo gli strumenti più avanzati della diagnostica strutturale, del rilievo e della documentazione architettonica, per migliorare gli standard di sicurezza di queste architetture, preservandone l’autenticità dei materiali e delle tecniche costruttive, oltre che le spazialità complesse. Verranno, infatti, impiegate tecniche innovative sia per valutare lo stato di salute delle strutture, oltre alla loro risposta sismica, con modelli numerici corroborati da indagini non distruttive, sia per documentare l’opera architettonica, attraverso la produzione di docu-video e rilievi fotogrammetrici, mediante l’utilizzo di droni.
Inoltre, nei laboratori del Politecnico verranno realizzati modelli fisici dei principali elementi strutturali da sottoporre a test di durabilità e corrosione.
Diverse, dunque, le professionalità necessarie per dare al progetto la profondità di analisi che gli ha permesso di vincere il finanziamento: molti fra i componenti del team dell’Ateneo sono giovani ricercatori formatisi nell’ambiente multidisciplinare del dottorato in Beni architettonici (Erica Lenticchia è architetto specializzata in ingegneria sismica, Giulia Sammartano in geomatica applicata ai beni culturali).

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