Confindustria Piemonte: ecco la situazione e le previsioni delle imprese della regione

Un momento della presentazione dell'indagine congiunturale
La consueta indagine congiunturale trimestrale, realizzata da Confindustria Piemonte, registra un indebolimento del clima di fiducia. Rispetto a marzo, peggiorano le attese su produzione, ordini, export, con indicatori che si si avvicinano al punto di equilibrio tra previsioni di crescita e di contrazione dell’attività. Le indicazioni delle imprese sono in linea con la fase di stagnazione descritta dai più recenti dati sull’economia italiana: Pil, produzione industriale, costruzioni, consumi.
L’indagine di giugno accentua, rispetto ai trimestri precedenti, la netta dicotomia tra settore manifatturiero e terziario. Nel caso del manifatturiero, infatti, gli indicatori relativi a produzione, ordini, export peggiorano di 5-7 punti rispetto a marzo, ritornando su valori negativi. Nel terziario, al contrario, le imprese esprimono valutazioni decisamente ottimistiche, con indicatori allineati a quelli di marzo e dicembre. Il disallineamento tra manifattura e terziario in qualche misura sorprende e non potrà che chiudersi nei prossimi mesi.
D’altra parte, anche nell’industria manifatturiera le valutazioni delle imprese escludono che sia iniziata una fase di recessione. Restano, infatti , solidamente attestati su valori positivi gli indicatori consuntivi: il tasso di utilizzo degli impianti è fermo al 75% - livello sicuramente elevato. Stabile è il ricorso alla Cig, su livelli modesti, anche se in leggero aumento rispetto allo scorso anno; stabili sono anche gli investimenti, programmati da un quarto delle aziende. Non peggiorano le previsioni sull’occupazione: stabile o in lieve aumento. Infine, non aumentano i ritardi nei pagamenti e non si indebolisce la composizione del carnet ordine.
In sintesi, l’indagine delinea una fase di navigazione a bassa velocità, con molte incertezze. Non possiamo parlare di recessione, ma non è neppure realistico attendersi un rilancio della crescita nei prossimi mesi: non ve ne sono le condizioni e le possibilità. D’altra parte, è ragionevole prevedere che, a breve, il terziario si debba allineare al clima di fiducia del manifatturiero, con un conseguente e piuttosto sensibile peggioramento dell’indicatore composito (manifattura+servizi).
A livello territoriale, la situazione presenta luci e ombre. Buono il clima di fiducia a Novara e Ivrea, che registrano le migliori performance del Piemonte. Le previsioni sulla produzione tornano positive ad Asti, dopo due trimestri negativi, mentre si assestano a Cuneo, pur con saldi ancora positivi. Prevalgono i pessimisti ad Alessandria, Verbania e Vercelli; si aggrava ulteriormente la situazione a Biella, dovuta principalmente alla crisi del settore tessile.
Nel Torinese la rilevazione di giugno mette in luce un ulteriore leggero assestamento, con saldi ottimisti-pessimisti di nuovo negativi. Ancora positive le previsioni sull’occupazione, mentre peggiorano ordinativi totali ed export. Il tasso di utilizzo degli impianti rimane sostanzialmente stabile, mentre gli investimenti registrano una battuta d’arresto.
Si riapre la forbice tra piccole e grandi imprese, con le grandi (oltre 50 addetti) che totalizzano saldi positivi, contrariamente alle piccole (meno di 50 addetti), dove prevalgono i pessimisti. Un’analisi più approfondita mostra come le micro-imprese (sotto 10 addetti) e le aziende molto grandi (oltre 250 addetti) siano fortemente pessimiste, mentre per le imprese di medie dimensioni (oltre 50 addetti) il clima di fiducia sia maggiormente positivo.

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