Multe per violazioni al Codice della Strada i Comuni piemontesi incassano solo il 43%

“Sebbene ci sia stato un lieve aumento rispetto all’anno precedente, nel 2017 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati statistici) solo il 40,8% degli automobilisti italiani ha pagato la contravvenzione inflitta dalla Polizia municipale per aver violato il Codice della Strada; mentre dieci anni prima, la riscossione era stata del 59,1%”.
Lo ha rilevato l’Ufficio studi della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, aggiungendo che “a fronte dei 2,6 miliardi di euro che nel 2017 i quasi ottomila Comuni italiani dovevano riscuotere dai trasgressori, in realtà hanno incassato poco più di un miliardo. Non è comunque da escludere che coloro che non lo hanno fatto due anni fa, ovvero entro i canonici 60 giorni dalla notifica della multa, abbiano effettuato il pagamento successivamente, usufruendo della rottamazione delle cartelle esattoriali introdotta in varie versioni negli ultimi tre anni.”
“E se rispetto a dieci anni prima l’importo complessivo delle contravvenzioni pagate ai Comuni è salito del 68 per cento – ha evidenziato Paolo Zabeo, il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia - è evidente che, attraverso l’utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità, molte Amministrazioni comunali hanno fatto cassa, coprendo una parte dei mancati trasferimenti imposti per legge dallo Stato centrale”.
“Indubbiamente – ha affermato Renato Mason, il Segretario della Cgia – l’ applicazione degli autovelox e degli alcol test ha persuaso molti conducenti a pigiare meno sull’acceleratore. Tuttavia, l’applicazione dei rilevatori elettronici di velocità fissi e mobili andrebbe coordinata meglio, intensificando la presenza di queste apparecchiature solo nelle reti viarie dove l’incidentalità è molto superiore alla media”. Va comunque riconosciuto che il massiccio ricorso ai sistemi di rilevazione della velocità e l’applicazione nelle nuove autovetture di sistemi di sicurezza, sempre più sofisticati, hanno ridotto drasticamente il numero di feriti e di morti sulle nostre strade. Tornando alle statistiche, la percentuale di riscossione delle contravvenzioni inflitte dai Vigili urbani dei Comuni del Sud si è attestata al 32%; al Centro, invece, la media è salita al 33% per cento, nel Nord Ovest al 45,9% e nel Nord Est ha raggiunto il 58,9%.
Le Amministrazioni comunali più virtuose nelle riscossioni sono state quelle del Friuli Venezia Giulia con il 63,4%. Subito dopo si trovano la Valle d’Aosta con il 62,6% e la Basilicata con il 61,7%. Invece, i meno virtuosi sono risultati i Comuni del Lazio con il 26,3%, della Campania con il 24,3% e della Sicilia con il 20,3%.
In Piemonte, l'indice di riscossione è stato del 43% nel 2017 mentre era stato del 66,7% dieci anni prima. Quanto agli importi relativi alle multe fatte dai Vigili urbani per violazioni al Codice della Strada, in regione sono risultati pari a 213,2 milioni di euro nel 2017, a fronte dei 114.1 milioni del 2007. La loro incidenza media sulle entrate correnti delle Amministrazioni comunali è salita al 5,1% dal precedente 3%.
Come in ogni anno dispari, anche lo scorso 1° gennaio è scattato l’adeguamento biennale degli importi delle multe stradali all'inflazione (+2,2%). Un aggiornamento al costo della vita relativamente contenuto, ma non tale da far restare invariati gli importi per la maggior parte delle violazioni. Per questa tornata di aumenti, pertanto, sono state escluse solo poche violazioni penali previste dal Codice della strada e quelle introdotte di recente (posteggiatori abusivi e “furbetti” delle targhe straniere). Gli importi aggiornati sono stati oltre 160.
Ma nella pratica la situazione è diversa: bisogna considerare che l’importo comprende i massimi (che difficilmente vengono applicati), ma lascia fuori le casistiche particolari (come lo sconto del 30 per cento per chi paga entro cinque giorni o l’aggravio di un terzo che scatta per alcune infrazioni quando sono commesse in orario notturno).
Dal 10 giugno scorso, inoltre, le multe stradali hanno subito un ulteriore rincaro, solo nei casi in cui la notifica sia consegnata al trasgressione da Poste italiane. Tutto questo è avvenuto perché le Poste hanno aumentato le tariffe per la spedizione, dopo le recenti modifiche di legge che hanno re-introdotto la cosiddetta Can, vale a dire la Comunicazione di avvenuta notifica. Per la spedizione più diffusa, quella di lettere/plichi di peso fino a 20 grammi, il costo è salito da 6,80 a 9,80 euro. Un incremento boom del 44%.

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