Il colosso francese del lusso Lvmh sostiene Biella candidata a "Città creativa Unesco"


Franco Ferraris, presidente
Fondazione Cassa di risparmio di Biella
La candidatura di Biella a Città creativa Unesco ha già avuto oltre 120 lettere di sostegno da tutto il mondo, tra le quali spiccano, per significato e portata, le due più recenti: l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con la quale il territorio ha avviato un’ampia riflessione sul tema della lana e condivide obiettivi e valori, e quella della divisione italiana del gruppo Lvmh, leader nel mondo del fashion e dei prodotti di qualità, che ha recentemente sottoscritto una convenzione quinquennale con Unesco, a livello globale, per la salvaguardia della biodiversità.
La notizia è stata comunicata alla vigilia dell'apertura della tredicesima conferenza annuale delle Citta creative Unesco, appuntamento mondiale in programma a Fabriano, dal 10 al 15 giugno, al quale partecipano 400 delegati di 180 città, tra le quali Biella, la quale, con il suo modello di sostenibilità che integra in modo armonico industria e ambiente, ha molto da dire.
“Biella e il suo territorio, capitali della cultura laniera nel mondo, sono da sempre attenti al tema del rapporto tra industria e ambiente – spiega Franco Ferraris, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Biella, grande promoore della candidatura – in questo contesto, poi, un ruolo importante è giocato dall’arte che, attraverso il simbolo del terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto, che è ambasciatore della città nel mondo, propone nuove vie di equilibrio possibile tra natura e tecnologia”.
La città di Biella, con il supporto di Cittadellarte Fondazione Pistoletto e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, ha infatti avviato il percorso di candidatura come Città creativa Unesco proprio partendo dalla propria eccellenza e creatività in campo tessile, passando attraverso la valorizzazione del proprio territorio.
La candidatura ha messo in luce come il Biellese abbia saputo creare relazioni importanti nel mondo grazie al proprio indiscusso “saper fare” e sia oggi impegnato a reindirizzare il proprio sistema produttivo verso nuovi modelli che abbiano al centro creatività e sostenibilità. In questo processo, un ruolo fondamentale sarà giocato dalle risorse naturali (in primis l’acqua, da cui derivano l’industria tessile e la recente industria gastronomica) e dalle giovani generazioni, impegnate in un delicato passaggio generazionale che si gioca soprattutto sui processi di innovazione.
Esemplificativo di questi temi l’esempio dell’Oasi Zegna, citato dal presidente Ferraris, progetto ecologico visionario che coniuga arte, ambiente e industria attraverso la messa in gioco di un mecenatismo imprenditoriale illuminato, che è stato per anni una delle grandi forze motrici del Biellese e che può oggi essere esempio per lo sviluppo di una società più equa e inclusiva.
“La grande opportunità che la candidatura Unesco offre alla città è quella di guardarsi dal di fuori, immaginando nuovi scenari – spiega Ferraris – e facendo conoscere al mondo la propria eccellenza, per questo siamo particolarmente grati e orgogliosi di poter partecipare a questo straordinario meeting e ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano per avercene dato la possibilità”.

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